Chiamate all'appello molte associazioni

I primi crash test Euro NCAP sui quadricicli pesanti hanno dimostrato che le microcar sono meno sicure delle auto. Anche ad appena 50 km/h in caso di incidente gli occupanti rischiano grosso. Nella prova di urto frontale solo la Renault Twizy ha dato segni di resistenza, tutte le altre si sono accartocciate e addirittura i sistemi di ritenuta si sono rivelati insoddisfacenti. La questione è delicata ed ha subito scatenato polemiche spingendo alcuni ad intervenire in prima linea, come nel caso di SicurAUTO.it che ha lanciato una petizione online per chiedere alla Commissione Europea di rivedere gli standard di omologazione richiesti dalla legislazione comunitaria e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, di procedere all’emanazione di una legge sovranazionale che preveda più elevati standard di sicurezza rispetto alla normativa europea (facoltà permessa agli Stati membri che ne facciano richiesta alla Commissione Europea).

"Chiediamo inoltre che il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si pronunci su questa materia che mette a serio rischio la sicurezza dei consumatori", ha detto Claudio Cangialosi direttore di SicurAUTO.it evidenzia, inoltre, che i veicoli testati sono omologati per essere guidati con la patente A1 o con la B, ma la loro struttura è piuttosto simile a quella dei quadricicli leggeri, le famose microcar che si guidano a 14 anni con il patentino (AM) e che i genitori acquistano convinti di dare ai figli più sicurezza rispetto a un ciclomotore. Pertanto anche sulle vetturette dei più giovani vi potrebbero essere i medesimi rischi per la sicurezza e per questo si chiede anche il supporto delle associazioni dei genitori affinché i produttori dei quadricicli e gli organi competenti facciano qualcosa. Per l’occasione SicurAUTO.it ha creato due diverse campagne: una petizione su Change.org ed una campagna su Socialbombing.com.

Microcar, sono meno sicure delle auto

Foto di: Fabio Gemelli