Per le monovolume la partita sembra chiusa. Eppure l’industria automobilistica ci crede ancora

In questi giorni la Renault Espace compie 30 anni. Un compleanno che sembra amaro. Almeno a leggere i dati del 2013: in Europa l’anno scorso il segmento delle monovolume, di tutte le dimensioni, ha perso circa 200.000 pezzi. Non pochi. Le vecchie familiari si sono dovute piegare di fronte all’inarrestabile crescita di SUV e crossover. Eppure, nonostante quello che si legge da più parti, non tutto sembra finito. La monovolume è viva e vegeta e in Europa nei primi mesi riguadagna parte del terreno perso (in particolare le medie e le grandi). Perché ad uno spazio quasi infinito non ci si rinuncia. Magari la monovolume 2.0 avrà forme più simili a un crossover o a un SUV, ma resterà sempre una monovolume. Una definizione, ci sbilanciamo, potrebbe essere monovolume coupé

L’esempio arriva dalla stessa Renault Espace. La nuova generazione lanciata al prossimo salone di Parigi in ottobre avrà le sembianze di un SUV con il DNA classico da monovolume francese. Non solo. Prendiamo la nuova generazione della Mercedes GLK, un suv: chi l’ha già vista parla di un design più simile a una grande monovolume che a un SUV. Wolfgang Egger, a capo di Italdesign – Giugiaro ed ex responsabile dello stile di Audi, ha sottolineato la presenza di una domanda sempre più forte di vetture dall’immagine di un SUV, ma con l’abitabilità di una monovolume. Il concept della Clipper presentato all'ultimo salone di Ginevra va in questa direzione e potrebbe anticipare, come abbiamo scritto, una nuova famiglia Audi. E la BMW, dopo la prima monovolume della sua storia di taglia media Serie 2 Active Tourer, potrebbe pensare ad una monovolume più grande. Lunga vita alle monovolume.

Monovolume contro SUV: battaglia persa?