E’ una viaggiatrice comoda e spaziosa, ben accessoriata e dal prezzo interessante. Alcune finiture sono migliorabili

La Chevrolet Cruze Station Wagon è una delle novità più fresche nel segmento delle compatte familiari, intenzionata assieme alle conterranee Kia cee’d Wagon e Hyundai i3 Wagon a scalzare dalle classifiche di vendita europee le varie Ford Focus e Opel Astra. Per raggiungere il suo obiettivo la sudcoreana con coda allungata si affida ad uno stile moderno e “internazionale” che possa piacere al pubblico del Vecchio Continente, a dotazioni di bordo ricche in rapporto al prezzo base di 8.5 euro e quattro motori fra cui spicca in particolare il turbodiesel .7 da 3 CV utilizzato anche da Opel. Questa è la versione che OmniAuto.it ha provato per voi lungo il percorso standard di quasi . km sul quale si evidenziano pregi e difetti; vi anticipiamo già che i primi prevalgono sui secondi.

DESIGN ALL’EUROPEA

La carta vincente della nostra Chevrolet Cruze Station Wagon LTZ .7D è lo stile brillante e l’imponenza di una familiare che con i suoi 468 cm di lunghezza e i 8 cm di larghezza riesce a catturare l’attenzione di chi cerca una vettura spaziosa e con una certa eleganza. Le forme un po’ spigolose e le proporzioni della coda ricordano quelle della Mégane SporTour e, anche se non brillano per particolare originalità, creano un bell’insieme. I grandi gruppi ottici, le barre metalliche al tetto e i cerchi in lega da 7” che calzano pneumatici 225/5 V7 contribuiscono poi a dare importanza alla figura della Cruze Station Wagon e a renderla credibile nei confronti delle rivali europee e coreane. Anche il livello di finitura esterna è apprezzabile e gli allineamenti dei pannelli carrozzeria con le parti apribili sono ben realizzati.

LO SPAZIO NON LE MANCA, MA LE PLASTICHE...

Lo stesso senso di grandezza e spaziosità lo si ritrova all’interno della nostra Chevrolet Cruze Station Wagon LTZ .7D, adeguata alle esigenze di una famiglia anche di 5 persone e con un bagagliaio che al di là dei .478 litri di capienza massima presenta un piano di carico ampio e appena penalizzato dai passaruota. Utile è la possibilità di aprire totalmente o parzialmente il tendalino di copertura (per i piccoli carichi), ma si rischia di lasciarlo sollevato quando si riparte, compromettendo la visibilità posteriore. L’altezza del padiglione segue le tendenze del design più recente e quindi non è ai massimi livelli, ma la vita a bordo è comunque piacevole. Merito anche delle finiture interne azzeccate che comprendono il rivestimento in tessuto Jet Black sulla plancia e sulle portiere, oltre che sui sedili, gli inserti metallizzati e il volante piacevole da afferrare. Solo le plastiche dell’abitacolo appaiono un po’ semplici e con superfici non troppo raffinate, ma reggono il confronto con le pari livello europee. Un po’ più lontano dai gusti europei è invece il trionfo di luci azzurre nella strumentazione e nell’illuminazione dei comandi.

IL FIDATO .7D VIBRA UN PO’ E CONSUMA POCO

La prima cosa che si nota salendo a bordo della Chevrolet Cruze Station Wagon LTZ .7D è la grande quantità di equipaggiamenti compresi nei 22.5 euro di listino. Ci sono infatti il climatizzatore automatico, le 6 marce, i quattro alzacristalli elettrici, un bel sistema multimediale con navigatore e telecamera di retromarcia, sensori luci/pioggia e cruise control. Girando la chiave di avviamento ci accorgiamo subito di avere a che fare con una vecchia conoscenza, ovvero con il .7 turbodiesel di origini Isuzu che sviluppato da GM è arrivato a produrre 3 CV. Questo significa che si possono riconoscere le caratteristiche vibrazioni del common rail che si diffondono al volante, alle lamiere, al sedile e fino alla pedaliera. Si tratta di un borbottio evidente che va ad incidere sul comfort ma dopo poco ci si fa l’abitudine e lo si nota solo nei minuti in cui il motore è ancora freddo. A far passare in secondo piano la questione vibrazioni è però il basso consumo del .7D, che durante il nostro percorso “economy run” extraurbano di 7 km ha fatto segnare un’apprezzabile 4,8 l/ km. Un dato di consumo che invece ci ha un po’ deluso è quello ottenuto nel caotico traffico di Roma, dove la Cruze in prova non ha fatto meglio dei 7,8 l/ km. La guida della Chevrolet Cruze Station Wagon LTZ .7D è facile e rilassante, accompagnata dal silenzio anche in velocità, confermando le doti di viaggiatrice e passista della coreana familiare; l’assetto ha una regolazione tendente al rigido, che però non stanca nei lunghi viaggi. Il cambio è manovrabile con dolcezza, non troppo veloce e ben spaziato. Di buon livello anche il sistema di infotainment che comprende un navigatore di facile utilizzo, il sistema vivavoce velocemente associabile al telefono e un lettore di file musicali di tipo basico.

FULL OPTIONAL CONVENIENTE

Come già accennato, il prezzo della Chevrolet Cruze Station Wagon LTZ .7D si posiziona sulla fascia più bassa del segmento, dato che ai 22.5 euro del listino occorre aggiungere solo i 52 euro della vernice metallizzata per arrivare ai 22.57 euro di una vettura full optional. Tutto il resto è compreso nella dotazione di serie, dal pacchetto pelle per volante e pomello cambio fino all’impianto audio con ingresso USB-Aux, passando per gli specchietti elettrici riscaldati. Un rapido confronto con le concorrenti dirette per cilindrata e potenza evidenzia come queste costino in media dai 2. ai 4 in più della Cruze a parità di equipaggiamenti. Si tratta di una differenza di prezzo interessante che può giocare a favore della familiare del Cravattino, forte già di una lunga serie di virtù.

[Foto: Giovanni Pagani]

Chevrolet Cruze Station Wagon LTZ 1.7D