Il ministro Lupi ha ribadito che la app UberPop è fuorilegge, quindi non è sul tavolo

UberPop è fuorilegge. Su questo non ha dubbi il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che ieri sera ha incontrato tutti i numeri uno di Milano e Roma: i prefetti delle due città (Francesco Paolo Tronca e Giuseppe Pecoraro), i presidenti di Regione (Roberto Maroni e l’assessore Michele Civita in rappresentanza del presidente del Lazio) ed i sindaci (Giuliano Pisapia e l’assessore Guido Improta in rappresentanza di Ignazio Marino). La questione della app che trasforma in tassista o NCC qualsiasi cittadino non è nemmeno sul tavolo. "E’ chiaro a tutti che l’uso di questa applicazione non può rientrare nel concetto di servizio pubblico di cui ci dobbiamo fare garanti nei confronti degli utenti", ha detto Lupi, le cui parole sono state condivise all'unanimità. E allora su che cosa si sta lavorando? Sulla riforma del settore.

Al centro del dibattito politico c'è l'intera questione Uber, che ha scatenato tanta rabbia tra gli addetti ai lavori perché permette ai cittadini di chiamare un'auto con autista usando una app o il sito web rivoluzionando le classiche regole del servizio di trasporto pubblico. In pratica quello che va rivisto è l'insieme delle cose, tenendo conto della tecnologia (come chiesto dalla stessa Uber che ieri non era presente all'incontro). All’ordine del giorno c'è il decreto ministeriale di attuazione della legge che regolamenta il settore e che verrà predisposto nel confronto con le parti: tassisti ed NCC. Si attendono quindi aggiornamenti in materia.

Uber, a Roma non attacca (per ora)