L’industria coreana perde quote di mercato in Europa. La crescita è ora in salita e le Case europee non si limitano più a guardare

Cosa succede all’industria coreana? Dopo anni di crescita, il 2014 non sembra iniziato nel migliore dei modi. Almeno in Europa. Sono i numeri a raccontarlo: nel Vecchio Continente, Hyundai perde l’1,7% con una quota di mercato che scende al 3,2%. Va meglio a Kia che vede le vendite aumentare del 5,4% con una quota però in discesa al 2,7%. Il discorso non cambia se si considera l’Europa allargata. E non va meglio in Italia, dove entrambi i marchi perdono, seppur piccole, fette di mercato. A leggere i dati europei, Hyundai limita i danni grazie alla piccola i10 che però non garantisce profitti da applausi alla filiale europea, tanto più se molte delle vendite sono concentrate sul mercato del noleggio a breve (rent a car) per definizione molto scontato e poco profittevole. A reggere (poco) è anche la iX35 con circa 200 unità vendute in più rispetto allo stesso periodo del 2013. Il resto, qualunque sia il modello, i20, i30, i40, iX20, Santa Fe, … , è tutto un segno negativo

Nei prossimi giorni arriverà anche l’ammiraglia Genesis da 65 mila euro: in Corea sono convinti possa avere spazio in Europa, in particolare in Russia, e spingere verso l’alto la percezione del marchio Hyundai. Non tutti i manager europei saranno d’accordo con Seoul… I numeri penalizzano anche Kia: in Europa solo le nuove Carens e Soul hanno un segno positivo, tiene la Sportage, il resto, anche in questo caso, è in calo. Un risultato forse atteso: la qualità costa e i listini delle vetture Hyundai e Kia non sono più così competitivi. Nel frattempo, l’industria europea vende sempre più dura la pelle, offrendo prodotti di qualità a prezzi competitivi. L’unico valore aggiunto rimasto nelle mani dei coreani è la garanzia: cinque anni per Hyundai, sette per Kia. Sarà sufficiente? E fino a quando?

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