Parte la ristrutturazione dell'impianto che oltre alla Punto produrrà 500X e la Jeep compatta. Interessati oltre 5.500 lavoratori

FIM, UILM, FISMIC, UGL Metalmeccanici, Associazione Quadri e Capi di Fiat ed RSA hanno detto sì all'accordo sui due anni di cassa integrazione a Melfi chiesti da Fiat per la ristrutturazione dell'impianto Sata di Melfi secondo il quale i 5.54 lavoratori (5.56 operai, 4 impiegati e 74 quadri) verranno impiegati a rotazione dal prossimo febbraio fino al 3 dicembre 24 al fine di consentire l'adeguamento delle linee produttive per la produzione di due nuovi modelli, Fiat 5X e un crossover compatto a marchio Jeep. Lo stabilimento della Basilicata continuerà a produrre la Punto, "in ragione dell'andamento delle richieste di mercato", si legge nel testo dell'intesa tra il Lingotto e le organizzazioni sindacali che dovrà essere recepito dalla Regione Basilicata.

Per i prossimi 24 mesi alla Sata di Melfi si lavorerà per adeguare i reparti stampaggio, lastratura, verniciatura, montaggio e la logistica alla produzione delle nuove vetture il cui lancio sul mercato è previsto nel 25, mentre la produzione dovrebbe partire entro il terzo trimestre del 24 per la 5X e alla fine del 24 per la nuova piccola Jeep di segmento B. Durante questo periodo i lavoratori frequenteranno a rotazione anche dei corsi di formazione con l'obiettivo di migliorare gli standard di qualità della produzione. "Saranno un paio di anni con una retribuzione ridotta per chi ci lavora, ma in prospettiva la sicurezza produttiva in Basilicata è assicurata anche dai mercati esteri", ha scritto in una nota la Uil Basilicata successivamente alla firma dell'accordo. Di parere contrario la Fiom, unica sigla a non aver firmato l'intesa, che nei giorni scorsi aveva espresso "forte preoccupazione" per la procedura di cassa integrazione dell'impianto di Melfi.