9,75 milioni di vetture vendute lo scorso anno: il colosso giapponese rialza a testa dopo lo tsunami del marzo 2011

"Nana korobi, ya oki" è un detto giapponese che vuol dire "cadi sette volte ma rialzati otto volte". E' diventato famoso nel 2, quando il Giappone fu investito dal violento tsunami che lo mise in ginocchio ma non definitivamente ko. Così Toyota, che è una delle industrie del paese del Sol Levante, ha saputo rimettersi in pedi e a meno di 24 mesi di distanza dal cataclisma si è ripresa la palma di primo costruttore al mondo. Oggi la Casa di Nagoya ha ufficializzato i risultati delle vendite del 22 che confermano le previsioni diramate lo scorso mese di dicembre che anticipavano questo primato.

Toyota Motor Corporation nel 22 ha venduto a livello globale 9,748 milioni di veicoli (comprendendo i brand Lexus, Daihatsu e Hino), con un incremento sul 2 pari ad un +22,6%. GM si è invece fermata a 9,28 milioni di auto mentre il Gruppo Volkswagen con 9,7 milioni di unità ha per la prima volta nel 22 superato l'asticella dei 9 milioni. 9.99.44 (+26,%) è invece il numero dei veicoli prodotti lo scorso anno negli stabilimenti Toyota di tutto il mondo. La crescita più forte per il colosso giapponese si è registrata nei mercati di USA e Sudest asiatico. Nelle previsioni per il 23 Toyota si è imposto un obiettivo di 9,9 milioni di vetture (+.6%), che sembra alla portata grazie ai nuovi modelli appena lanciati o che lo saranno nel corso dell'anno, come Verso, Auris e RAV4.