Niente, nel programma elettorale non c'è la mobilità su quattro ruote. Solo promesse a voce del leader Bersani

Le elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013 si avvicinano ed è caccia al voto dei cittadini. Si sentono promesse, appelli, chiamate a raccolta, che riguardano un po’ tutte le categorie e le classi sociali, ma qualcuno si ricorda anche dell'automobilista italiano? È quel soggetto che, di recente, è stato martoriato dalle tasse. E ci sono politici che hanno ben presente quanto accade nel settore automotive? A chiederselo è anche Federauto (concessionari), secondo cui “il Governo uscente ha utilizzato auto, automobilisti, Costruttori e concessionari, come pecore da tosare senza pensare ai danni prodotti. Basti pensare all’aumento di tutte le tasse, dal bollo, all'Iva, all'Ipt, al varo del superbollo per le auto prestazionali, alla penalizzazione sull'acquisto delle auto aziendali. Per questo, visto che dal Governo non abbiamo mai ricevuto un segnale positivo, i partiti dichiarino adesso cosa intendono fare, se eletti, per un comparto che dà, o forse dava, lavoro a 1,2 milioni di persone, con un’incidenza sul Pil dell’11,6%”.

ELEZIONI 2013, IL PROGRAMMA DEL PD

OmniAuto.it ha letto con particolare attenzione i programmi dei pariti in lizza alle elezioni 2013, cominciando da quello del Partito democratico. Indicato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani come il candidato dei democratici e dei progressisti alla guida del Governo del nostro Paese, non c'è alcun riferimento diretto all’automobilista o al settore automotive. Nel programma, ovviamente si parla tasse, ma non della "spremitura" cui è soggetto chi ha un’auto: fra i vari passi da compiere, serve “un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari”. Dopodiché, per la ripresa economica, sono necessarie “politiche di contrasto alla povertà, anche in un Paese come il nostro dove il fenomeno sta assumendo caratteri nuovi e dimensioni angoscianti”.

ACCISE, BOLLO E RC AUTO

Dove di recente Bersani è stato più diretto è l’argomento accise: secondo il segretario Pd, bisogna debellare l’Iva sulle accise applicate ai carburanti, in modo da far scendere il prezzo da 1,8 a 1,6 euro al litro, che è una spesa molto più sostenibile di quella di oggi. Se il precedente Governo di sinistra (Prodi, maggio 2006-maggio 2008) aveva introdotto un bollo più forte, in funzione della potenza dell’auto e della classe inquinante, occorrerà verificare quale sia la strada che il Pd vuole percorrere. In merito alla Rc auto, le “lenzuolate” di Bersani (ministro dello Sviluppo economico con Prodi) sono una pietra miliare della storia assicurativa italiana: volevano consentire, almeno in teoria, di far pagare tariffe Rca più basse ai giovani, permettendo loro di entrare nella classe di merito dei genitori. Tuttavia, questo non ha sortito alcun effetto positivo, perché le norme avevano un “buco”, e così sono state - di fatto - “aggirate” dalle Compagnie, le quali hanno imposto prezzi più alti ai ragazzi che non si guadagnano sul campo la classe di merito bassa, ma che la ereditano. E l’indennizzo diretto del 2007 (consente di farsi risarcire dalla propria Assicurazione) ha portato sconquassi, facendo lievitare Rca e truffe. Quale sarà la linea dell’eventuale Governo Bersani? Comunque, il segretario Pd apre a nuove liberalizzazioni in caso di vittoria alle elezioni politiche. A Sky Tg24 ha detto nei giorni scorsi: “Per esempio, sulle assicurazioni non siamo ancora a posto. Capisco che il momento è difficile per tutti, ma sento gente che purtroppo non paga più la Rc auto, perché non ce la fa”.

FIAT

Bersani s’era invece sbilanciato sulla questione Fiat-Melfi, il 23 settembre 2012: “Nonostante gli sforzi del Governo, mi pare che il problema Fiat rimanga del tutto aperto. Al tavolo di ieri, c’era un convitato di pietra e cioè una nuova stagione di ammortizzatori sociali costosi per i lavoratori e per lo Stato, senza una prospettiva sicura. Credo che ci vorranno anche altri e urgenti incontri con i protagonisti del settore auto: componentistica, reti commerciali, e organizzazioni sindacali. È sull’intero settore che ci giochiamo un pezzo dell’avvenire del Paese. Bisogna ragionare e intervenire con questo punto di vista”.

IL RIFERIMENTO ALL’AUTO

Eppure, nonostante l’assenza dell’auto dal programma Pd, c’è "tanta auto" nella vita di Bersani. Sentite Gianfranco Marrone su doppiozero: “Bersani ha deciso di far partire il suo tour elettorale dalla piazzola della stazione di servizio dove per lunghi anni aveva lavorato il papà, e dove anche lui, da ragazzino, ha provato la rude esistenza di chi, all’addiaccio, deve star lì a fare il pieno ai Tir di passaggio. Come se non bastasse, le teste d’uovo che curano la sua comunicazione hanno scelto, per pubblicizzare l’evento, un’immagine al tempo stesso forte e banale, bella e brutta insieme, ma sicuramente originale nel panorama desolante dell’iconografia politica media. Si tratta di un celebre quadro di Edward Hopper, pittore della quotidianità americana più leggendaria, intitolato ‘Gas’ (‘Benzina’), dove un omino pelato, a fine giornata, sta per riporre la pompa prima di rientrare nel casotto lì accanto dove trascorrerà la notte solitaria”.