Ingroia porta ad esempio la crescita della Germania grazie agli investimenti di Volkswagen, ma nel programma di partito l'auto è assente

Elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013: l’auto esiste nei programmi dei partiti politici? Siamo andati a caccia di qualche “segno di vita”: dopo il Partito democratico, ecco Rivoluzione civile di Antonio Ingroia. L'obiettivo è, appunto, realizzare una "rivoluzione civile" per attuare i princìpi di uguaglianza, libertà e democrazia della Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza; un “nuovo corso” delle politiche economiche e sociali, a partire dal Mezzogiorno, alternativo tanto all’iniquità e alla corruzione del ventennio berlusconiano, quanto alla distruzione dei diritti sociali, del lavoro e dell’ambiente che ha caratterizzato il Governo Monti.

DIRITTI

Nel programma di Ingroia, si parla di Europa autonoma dai poteri finanziari e di riforma democratica delle sue istituzioni. Rivoluzione civile è contraria al Fiscal Compact che “taglia di 47 miliardi l’anno per i prossimi 20 anni la spesa, pesando sui lavoratori e sulle fasce deboli, distruggendo ogni diritto sociale, con la conseguenza di accentuare la crisi economica. Il debito pubblico italiano deve essere affrontato con scelte economiche eque e radicali, finalizzate allo sviluppo, partendo dall’abbattimento dell’alto tasso degli interessi pagati. Accanto al Pil deve nascere un indicatore che misuri il benessere sociale e ambientale”. Ma di riferimenti all’auto, fin qui, nessuno.

INVESTIMENTI

Mancano riferimenti espliciti al settore automotive. Ecco il programma di Rivoluzione civile “Siamo per il contratto collettivo nazionale, per il ripristino dell’art. 18 e per una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro. Vogliamo creare occupazione attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che innovino l’apparato produttivo e la riconversione ecologica dell’economia. Vogliamo introdurre un reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati. Vogliamo che le retribuzioni italiane aumentino a partire dal recupero del fiscal drag e dalla detassazione delle tredicesime. Vogliamo difendere la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”. Ma di auto, Fiat e filiera automobilistica, neppure l’ombra. Si dice che deve partire un grande processo di rinascita del Paese, liberando le Imprese dal vincolo malavitoso, dalla burocrazia soffocante. Vanno premiate fiscalmente le Imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato. Vanno valorizzate le eccellenze italiane dall’agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura, alla green economy. Come riferimento specifico all’auto, abbiamo solo individuato queste parole di Ingroia: "Pochi mesi fa l'Audi ha deciso che investirà 13 miliardi di euro per lo sviluppo di nuovi modelli e ricerca tecnologica, e la Volkswagen investirà 50 miliardi di euro, malgrado la crisi. Il risultato è che la Germania cresce, mentre l'Italia è in recessione”.

AMBIENTE

Però c’è un riferimento alle possibili Grandi opere: “Va fermato il consumo del territorio, tutelando il paesaggio, archiviando progetti come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto di Messina”. Quindi, Rivoluzione civile di Ingroia si schiera apertamente contro il Ponte, che da anni resta “in sospeso”, senza che nessun Governo riesca davvero a dare la svolta decisiva a favore (c’è stato qualche passo avanti con Berlusconi). Però Ingroia fa riferimento al risparmio energetico, allo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, e alla "mobilità sostenibile che liberi l’aria delle città dallo smog": ecco, un riferimento un po’ generico, ma almeno si capisce che nel contesto rientra anche l’auto. Però non si entra nel dettaglio.

FISCO

"Vogliamo colpire l’evasione e alleggerire la pressione fiscale nei confronti dei redditi medio-bassi": chissà se nel calderone è ricompresa la tassazione violenta cui è soggetto chi ha un’auto, e chissà se questa potrebbe essere diminuita con Rivoluzione civile di Ingroia.