Un accenno ad accise e infrastrutture c'è nel programma del Popolo della libertà, ma non è abbastanza per il settore in crisi

Silvio Berlusconi per le elezioni 2013 ha promesso di togliere l'IMU e di rimborsare i cittadini che l'hanno pagata nel 2012. La proposta choc sta sollevando numerose polemiche e, mentre Pier Luigi Bersani (Partito democratico) lo accusa di fare "solo demagogia" ed altri di non essere più credibile, OmniAuto.it ricorda agli italiani che nel 2012 l'IMU ha fruttato allo Stato 24 miliardi di euro e le voci legate all'auto ben 60 miliardi circa. E' la prova tangibile che se tutti in campagna elettorale parlano di IMU qualcuno dovrebbe ricordarsi dell'automobile. Per questo OmniAuto.it sta analizzando attentamente i programmi dei partiti in lizza per le elezioni 2013, ma l'auto è la grande assente. Il Partito democratico non propone nulla, ci sono solo alcune promesse fatte a voce da Pier Luigi Bersani. Antonio Ingroia porta ad esempio la crescita della Germania grazie agli investimenti di Volkswagen però nel programma di Rivoluzione civile non c'è un piano di rilancio dell'auto in Italia. Il Popolo della libertà, infine, accenna qualcosa su accise e infrastrutture, ma vediamo nel dettaglio.

ELEZIONI 2013, QUALCHE PROMESSA GENERICA SULL'AUTO C'E'

Volendo cercare qualcosa che assomigli vagamente a un’idea riguardante l’auto, il programma del Popolo della libertà parla di riordino delle priorità della nazione, anche grazie a turismo, infrastrutture e ambiente: ecco, infrastrutture, ossia strade e autostrade, fra l’altro. Occorre poi incentivare, dice il partito di Berlusconi, “meccanismi concorrenziali e di vigilanza per contrastare accordi di cartello nel settore assicurativo”. Cosa vorrà dire un’affermazione così generica? Forse, c’è un riferimento ai gruppi assicurativi nel settore Rc auto? Chissà. Si mira quindi a un “piano generale per la mobilità urbana sostenibile”, che è francamente quando di più generico si possa mai affermare in un programma elettorale. Infine, ecco l’immancabile “diminuzione delle accise che incidono sul costo dell’energia”. Occhio, non sul costo della benzina e del gasolio per trazione, ma sul costo dell’energia. Insomma, niente auto.

LA "PREMESSA" DI BERLUSCONI

Eppure la premessa di Berlusconi nel programma era chiara: “Non ricordo nella mia vita un momento più difficile di questo: la gente è davvero sfiduciata”. Sì, soprattutto l’automobilista, che nel suo programma non c’è. Lascia bene sperare la “abolizione delle Province tramite modifica costituzionale”: quelli sono carrozzoni politici del tutto inutili, che succhiano davvero il sangue agli automobilisti, con l’Ipt e la tassa della Rca. Dopodiché, una generica “diminuzione della pressione fiscale di 1 punto all’anno (5 punti in 5 anni)”. Anche se, in questo caso, la memoria va alla famosa promessa di Berlusconi nella campagna elettorale del 2008: “Aboliremo gradualmente il bollo auto”. Il risultato? Non solo il bollo è rimasto, ma è arrivato pure il superbollo. Poi reso ancora più pesante dal Governo Monti. Chi il prossimo?

NEL PROGRAMMA ELETTORALE LE INFRASTRUTTURE CI SONO

La parte che più si avvicina all’auto riguarda le infrastrutture e la riportiamo per intero: "Uso della leva fiscale (sotto forma di credito d’imposta) per lo sviluppo delle infrastrutture e project financing. Potenziamento della logistica e del trasporto merci. Azioni mirate per snellire le procedure e approvare più velocemente le infrastrutture necessarie per il Paese. Chi finanzia un progetto infrastrutturale, di un elenco stabilito dallo Stato, può detrarre dalle imposte il 90% del contributo e partecipare alle attività di controllo della realizzazione dello stesso. Completamento del processo di regionalizzazione dell’Anas. Rilancio dell’iniziativa di liberalizzazione e privatizzazione delle reti infrastrutturali e dei pubblici servizi".