In Italia le scoperte non sembra volerle più nessuno. E’ la fine di un mito?

Maledetti numeri. Freddi fogli di excel a decretare la fine di sogni di intere generazioni. Parliamo di cabrio e spider, autentico (un tempo) passaporto per la libertà. Era sufficiente una capote in tela per rendere affascinante anche una semplice Fiat Ritmo. Figuriamoci se poi la vettura in questione era un Duetto Alfa Romeo. Ora quel mito sembra non esistere più. A nulla sono serviti i progressi dell’industria automobilistica che hanno reso le cabrio funzionali come le auto tradizionali con le stesse condizioni di sicurezza, identiche prestazioni e capote che si aprono e chiudono (anche in movimento) in pochi secondi in modo automatico: cabrio e spider non si vendono.

Oggi le vendite delle "scoperte" in Italia sono ridotte a meno di una nicchia: nei primi 6 mesi dell’anno ne sono state vendute 5.83 unità rispetto alle 6.482 dello stesso periodo del 23. Cabrio e spider rappresentano una quota dello ,8% del mercato. A questo punto solo per la cronaca, le più vendute sono le versioni "open air" di Fiat 5, Smart e Volkswagen Maggiolino. Tra i risultati del 24 e quelli del 23 ci sono circa 34 mila cabrio e spider in meno (44.6 nel 24 – .46 nel 23). Volumi e (soprattutto) quote di mercato: nel 24, le vendite di “scoperte” valevano nel nostro Paese, quasi il 2% del mercato, più del doppio di oggi. Peccato.

L’estate è in arrivo. Ma non le cabrio