Dalla Panda alla SLS AMG. Fino a 5.000 euro di bonus per auto a metano, GPL, ibride ed elettriche con il contributo statale

Tutto è pronto per l’erogazione degli incentivi statali 23-25 per i veicoli a basse emissioni complessive, da cui il nome ufficiale contributi BEC, dedicato ai mezzi teoricamente più puliti e “verdi”, ovvero elettrici, ibridi, a metano, a biometano, a GPL, a biocombustibili e idrogeno. Manca solo l’apposito Decreto attuativo e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale prima che si possano prenotare il contributo sul sito del ministero dello Sviluppo economico (www.bec.mise.gov.it), ma a fine marzo 23 il meccanismo degli incentivi dovrebbe entrare a regime per tutti, privati e aziende (professionisti e tassisti inclusi). Purtroppo per i privati il fondo stanziato per il 23 è davvero magro, ovvero 4,5 milioni di euro, soprattutto considerato che l’ultimo incentivo alla trasformazione di auto a GPL e metano dell’ottobre 22 (3,5 milioni di euro) è stato “bruciato” in poche ore. Basta infatti dividere i 4,5 milioni di euro per il “contributo medio” di 4.5 euro ed ecco che salta fuori il numero dei privati in grado di usufruire del bonus: . auto. Appena più ampio è il discorso relativo ad aziende, flotte, professionisti e tassisti, che con i 35,5 milioni di euro stanziati aggiungono altri . veicoli ecologici, scarsi. Ammesso e non concesso di riuscire ad entrare nella folle “corsa all’oro” che scatterà il fatidico primo giorno di prenotazione incentivi, la domanda più pressante è: quali auto hanno diritto all’incentivo statale e quanto si può risparmiare?

FINO A 5. EURO DI INCENTIVO PER ELETTRICHE E IBRIDE PLUG-IN

Partendo dalle categorie di veicoli interessate agli incentivi auto si può già fare una prima scrematura basata sull’attuale offerta di mercato. La scelta più ampia di auto incentivate la si trova fra quelle a GPL, a metano, ibride ed elettriche, visto che quelle a idrogeno ancora non esistono e che i famosi biocombustibili (bioetanolo, biodiesel, biometano) hanno ben poche vetture in grado di utilizzarli e, oltretutto, una disponibilità ridotta (e costosa) sul territorio italiano. Fatta questa premessa andiamo a vedere quali auto godono dei bonus maggiori e qual’è in soldoni il risparmio all’acquisto. Dato che il contributo statale è pari al 2% del costo prima delle imposte si può quasi dire che grazie agli eco-incentivi in pratica si risparmia l’IVA, soprattutto sulle vetture meno costose che rientrano nei limiti di incentivo dei 4. e 5. Il contributo più alto, quello con un tetto di 5, è per i veicoli con emissioni di CO2 non superiori ai 5 g/km (meno di una ventina a listino), nella realtà dei fatti le elettriche pure, quelle ad autonomia estesa come Opel Ampera e Chevrolet Volt e le ibride plug-in. Qualche esempio: la smart fortwo electric drive gode di un incentivo netto di 3.98 euro e quindi è acquistabile ad un prezzo di poco inferiore ai 2, la Citroen C-Zero (come le gemelle Peugeot e Mitsubishi) ha un bonus vicino ai 4.5 euro e abbassa il suo prezzo da 28. a quasi 22. A godere in pieno del bonus massimo di 5 sono le elettriche e le ibride di categoria superiore come la Nissan Leaf (fino al 3 marzo scontata di 5.5 euro dalla Casa), Ampera e Volt, ma anche Toyota Prius Plug-in e, curiosamente, la Mercedes SLS AMG Coupé Electric Drive, che di listino costa 428.5 euro.

CON GPL E METANO E’ DIFFICILE ARRIVARE AI 4. EURO DI CONTRIBUTO

Nel range di incentivi statali per i privati che arrivano ad un massimo di 4, quelli per i veicoli con CO2 non superiore ai 95 g/km, rientrano invece molte vetture ibride, alcune a metano e una sola a GPL. Quest’ultima è la Kia Picanto GPL, omologata a 93 g/km di CO2, che con un risparmio di quasi .5 euro arriva a costare meno di , la vettura più economica con il contributo statale. Di fronte ad una simile penuria di auto a GPL e metano adatte agli incentivi è però facile immaginare la risposta dei produttori, che potranno omologare versioni più efficienti rientranti nel limite dei 95 g/km di CO2, soprattutto in vista di contributi di stato più corposi per i prossimi anni. I privati non hanno molto margine di scelta neppure fra le auto a metano, visto che nel limite citato rientrano solo la Fiat Panda .9 TwinAir Turbo Natural Power, la Lancia Ypsilon con lo stesso motore e il terzetto di Volkswagen up!, Seat Mii e Skoda Citigo a metano con motore . a tre cilindri. La Panda a metano in allestimento Pop può avere un bonus di circa 2 che ne abbassa il prezzo fin poco sopra gli , un po’ come la Seat Mii Style a metano che supera di poco i . In pratica per sfruttare al massimo gli incentivi statali fino ai 4 prefissati occorre acquistare una Lancia Ypsilon .9 TwinAir Ecochic Gold a metano con molti accessori, arrivando comunque a risparmiare non più di 3.4 euro. Fra le auto a gas (GPL e metano) escluse per poco dagli incentivi si possono invece citare Fiat Punto e 5, Hyundai i, i2 e Nissan Micra.

SCELTA RIDOTTA ANCHE FRA LE IBRIDE INCENTIVATE

Bei risparmi, nei limiti delle risorse disponibili, si possono fare anche con le auto ibride al di sotto dei 95 g/km, quasi tutte comprese all’interno dei gruppi Toyota e PSA Peugeot Citroen. La più economica fra le ibride con incentivo è la Toyota Yaris .5 Hybrid Lounge che usufruisce di uno sconto statale di quasi 2.8 euro per arrivare a costare un po’ più di 3. Il bottino pieno di 4 lo incassano invece la Toyota Auris Hybrid, la Prius, la Lexus CT 2h, la Peugeot 38 HYbrid4 88g, come anche le cugine Citroen DS5 HYbrid4 88g e Peugeot 58 HYbrid4. Nel novero delle incentivate (4) ci finisce anche la Fisker Karma da 2.53 euro, mentre restano escluse per un’inezia (salvo nuove omologazioni) la Toyota Prius+, la nuova Mercedes Classe E Bluetec Hybrid, la Peugeot 58 RXH e le Honda Insight e Jazz Hybrid. A tutti coloro che sono in procinto di acquistare un’auto nuova e vogliono beneficiare degli incentivi statali consigliamo quindi di attivarsi facendo visita al concessionario della marca preferita e informarsi sull’esatto importo di contributo BEC cui ha diritto l’auto prescelta; basta farsi fare un preventivo che al momento della partenza degli incentivi andrà tradotto in un contratto vero e proprio, con una chiara indicazione del bonus statale, giusto per avere tutto sulla carta.

Incentivi auto 2013: quanto si risparmia

Foto di: Fabio Gemelli