Nel programma elettorale di Scelta Civica con Monti per l'Italia non c'è spazio per l'auto

Le elezioni del 24 e 25 febbraio si avvicinano ed OmniAuto.it continua nell'analisi dei programmi elettorali in chiave automobilistica. Dopo aver letto con molta attenzione la ricetta politica del Partito Democratico, di Rivoluzione civile e del Popolo della libertà è il turno di Scelta Civica con Monti per l'Italia, che si presenta in coalizione con forze politiche tra cui Udc e Futuro e Libertà. Andiamo subito al dunque: al paragrafo "Sfruttare tutto il potenziale dell’economia verde", si dice che occorre "incentivare la mobilità a basso impatto ambientale". Nel suo programma, Mario Monti parla di vecchio schema politico che contrappone una destra conservatrice o liberista, impegnata a perseguire l’efficienza economica, a una sinistra progressista o statalista, che si illude di conservare l’equità rifiutando il merito e la mobilità sociale, non corrisponde più a ciò che effettivamente accade nella politica italiana. Ma entriamo nel dettaglio per quello che riguarda le quattro ruote.

NIENTE SULLE ACCISE

Nel programma di Monti c'è un riferimento alle tasse, ma nulla sulle accise che gravano sugli automobilisti. Si parla di tagli alla spesa (ma i costi della politica, quelli che davvero si sperava che Monti tagliasse, non sono stati toccati dall’Esecutivo dei tecnici, se non per qualche dettaglio). Si parla di industria in generale, ma non dell’auto. È solo arrivati al paragrafo “Economia verde” che si accenna a qualcosa di vagamente somigliante all’auto: ecco gli incentivi. Che però già dovevano arrivare a favore dell’auto elettrica durante il suo Governo e che invece sono rimasti un miraggio. C’è poi un accenno alla riforma delle Province, che già tuttavia dovevano scomparire col suo Esecutivo: per gli automobilisti, sarebbe stato ossigeno, visto le tasse che vanno a quegli Enti locali costosissimi (quanto inutili).

AUTO BLU

Nell’Agenda Monti, in vista delle elezioni del 24-25 febbraio 2013, si dice che, col Governo dei tecnici, “sono state ridotte le retribuzioni dei manager pubblici e benefit costosi, come le auto blu. L'azione di riduzione dei costi è però solo all'inizio. Cambiamenti strutturali nella spesa, come il taglio di enti e organismi pubblici, richiedono tempo e un approccio sistematico e continuativo. Deve proseguire l'azione di riqualificazione della spesa corrente, salvaguardando tuttavia la spesa per investimenti produttivi per le infrastrutture, la ricerca e l'istruzione, motori della crescita”. Il programma di Monti prevede anche “la drastica riduzione dei contributi pubblici anche indiretti ai partiti e ai gruppi parlamentari e dei rimborsi elettorali”.