Il MoVimento 5 Stelle è contro l’utilizzo della macchina in città. Secondo Grillo "l'auto è morta"

Elezioni 24-25 febbraio 2013: se, nei loro programmi, i partiti hanno dedicato pochissimo spazio all’auto (vedi Scelta Civica con Monti per l'Italia, Partito democratico, Popolo delle libertà e Fare per fermare il declino), il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo rappresenta, almeno in parte, un’eccezione. Com’è nello stile del "comico" (nonché attore, attivista, blogger e politico italiano) il programma, al capitolo “Trasporti”, utilizza l’espressione “disincentivo dell'uso del mezzi privati motorizzati nelle aree urbane”. Quindi, il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo si schiera apertamente contro l'auto per limitarne l’uso. Addirittura, Beppe Grippo vuole una tassazione per le auto private col solo guidatore a bordo che entrino nei centri storici: non certo musica per le orecchie degli automobilisti che già hanno subìto lo stritolamento da parte del Governo Monti. Ma comunque si tratta una linea, un progetto per la mobilità, seppure discutibile.

BEPPE GRILLO: SÌ AL CAR SHARING

Sempre a proposito di auto, per far breccia nel cuore degli italiani in vista delle elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013, Grillo parla di sviluppo di piste ciclabili protette, in città e fuori, associato alla istituzione di spazi condominiali per le bici; in più, il MoVimento 5 Stelle è a favore di parcheggi per le bici nelle aree urbane. Ma quale alternativa all’auto privata? Beppe Grillo è per il potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti. Il tutto proibendo nuovi parcheggi nelle aree urbane, e sviluppando le tratte ferroviarie legate al pendolarismo.

MOVIMENTO 5 STELLE: I MEZZI PUBBLICI HANNO LA PRECEDENZA

Sempre per evitare l’uso dei mezzi privati, Grillo vorrebbe incentivare le aziende che utilizzano il telelavoro ed è favorevole a un sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblico. Il MoVimento 5 Stelle dice sì alle corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane, nonché a un piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale. Non una sorpresa comunque: già in passato, Beppe Grillo aveva criticato aspramente chi usa la macchina in città, nonché le Case che fanno macchine inutilmente veloci. Addirittura, nel 2009, Grillo era arrivato a dire che l'auto è morta.