Nasce nel 1984 e si inventa un nuovo segmento. Ma le SUV le hanno reso la vita difficile

La genialità sta nelle piccole cose: nella scelta del nome Espace, per esempio, che non richiede di essere dei linguisti per capirne il significato. Espace in francese significa spazio e in spagnolo si traduce espacio, in inglese space, in portoghese espaço... Un nome, una garanzia di comprensibilità in tutta Europa e non solo. Come suggerisce il nome, infatti, l'Espace viene concepita proprio per garantire la massima abitabilità e il più ampio spazio per i bagagli. Non bastavano le station wagon? Evidentemente no, perché se è vero che nel 1984, anno del debutto, l'Espace impiega un po' prima di affermarsi, è anche vero che poi il suo successo raggiunge dimensioni inaspettate, segno che i francesi hanno colto nel segno. L'Espace è ben più che un veicolo più spazioso di una station wagon: è totale libertà di configurazione dell'abitacolo – si possono per esempio ruotare i sedili anteriori e creare un piccolo salotto a bordo – è ottima visibilità in tutte le direzioni e piacevole sensazione di sicurezza, grazie alla posizione di guida rialzata.


Monovolume, il lusso di un neologismo


Prima dell'Espace, il vocabolo monovolume nel dizionario italiano non esisteva: se non è un successo questo... Come scritto sopra, l'Espace di prima generazione nasce nel 1984 e in soli 4,25 metri (meno di una VW Golf VII, per capirci) concentra uno spazio che poche altre auto sanno offrire. Grazie alle sue tre file di poltrone singole può ospitare fino a sette persone e, in allestimento TSE, quelle anteriori sono girevoli, mentre quelle della linea centrale possono essere abbattute: in questo modo, lo schienale diventa un tavolino e l'Espace si trasforma in un vero e proprio salotto. Nel 1988 l'Espace conosce il primo restyling e nel 1991 arriva la seconda generazione: in sette anni di commercializzazione, l'Espace I viene prodotta in 191.674 unità.


Seconda e terza generazione, successo più che raddoppiato


Cresce l'Espace: con la seconda generazione la carrozzeria si allunga (da 4,25 a 4,43 metri), i motori sono più numerosi (oltre che di maggiore cilindrata) e la produzione deve aumentare per soddisfare la maggiore domanda. A fine 1996, quando va in pensione, l'Espace II è stata venduta a 316.518 clienti. Come già la generazione precedente, anche questa Espace offre la versione Quadra a trazione integrale, ma aggiunge alla gamma un motore V6 di 2,8 litri da 153 CV abbinato al cambio automatico. Dopo soli 5 anni l'Espace II lascia spazio alla III, che ottiene il record di produzione annuale (71.200 unità), ma soprattutto viene offerta per la prima volta con due carrozzerie: normale (4,52 metri) e “allungata” (4,79). I motori a benzina vengono ulteriormente evoluti e comprendono unità a 16 e 24 valvole (il 3.0 da 204 CV), mentre sui diesel viene adottata per la prima volta l'iniezione diretta: il dCi 2.2 con quattro valvole per cilindri eroga 130 CV.


Espace IV, la longeva: in 12 anni i restyling sono ben tre


La monovolume francese continua a piacere, ma l'attacco delle SUV si fa sempre più incisivo. Gli automobilisti amano le novità e così come hanno accolto a braccia aperte le MPV, all'inizio degli Anni 2000 si innamorano delle Sport Utility Veichle, che non garantiranno la stessa versatilità interna delle monovolume, ma conquistano con quel look da “dure”. L'evoluzione dei gusti è testimoniata dai numeri: se seconda e terza generazione hanno venduto rispettivamente 316.518 (in cinque anni) e 365.200 unità (in sei anni), la quarta convince 372.692 clienti in 11 anni (il dato si riferisce alla fine del 2013). In pratica, si passa da oltre 60.000 Espace all'anno a poco più di 30.000. Detto questo, i francesi non si fanno certo scoraggiare e l'anno prossimo lanceranno la nuova Espace, più innovativa che mai, come potete leggere qui.

Renault Espace, il coraggio di guardare avanti

Foto di: Adriano Tosi