Sulla catena di montaggio diminuisce la fatica richiesta agli operai

Quasi 100 anni fa Henry Ford portò nelle fabbriche della Model T il sistema della catena di montaggio. L'auto diventò per la prima volta un oggetto di massa, grazie all'abbattimento dei costi di produzione garantito dall'organizzazione sistematica del lavoro. Da allora, tuttavia, sono anche iniziati gli sforzi per ridurre la fatica richiesta ai lavoratori, tramite lo sviluppo di una disciplina: l'ergonomia. Negli ultimi anni, medici, ingegneri logistici e operai che tutti i giorni si scontrano con i problemi del lavoro in fabbrica hanno unito le forze per migliorare il confort e la sicurezza sulle linee di produzione Ford del XXIesimo secolo. Da quest'attività di brainstorming è natto "Happy Seat", un sedile basculante fissato ad una struttura mobile che permette ai lavoratori di accedere ai veicoli durante l'assemblaggio senza dover assumere posizioni scorrette, come potete vedere nel video. La possibilità di spostarsi sia all'interno che all'esterno dei veicoli riduce il numero di incidenti, la formazione di malattie croniche e diminuisce la fatica richiesta agli addetti.

Operazioni come il montaggio della pedaliera o il fissaggio della componentistica interna al vano motore sono quindi rese più agevoli da questa attrezzatura, che fornisce un adeguato supporto lombare ed impedisce di piegare la schiena in maniera dannosa. Lo sviluppo di un dispositivo come "Happy Seat" è stato possibile anche grazie ad un lavoro preliminare di ricerca ergonomica, effettuato grazie ad un software di simulazione della catena di montaggio che utilizza degli avatar per apportare dei miglioramenti ai processi produttivi.

Nelle fabbriche Ford l’auto si assembla da seduti