Incontrare la stratosferica sportiva inglese è un'esperienza shock. Sembra essere arrivata da un altro pianeta

La McLaren P1 è un’auto disumana, lo si capisce osservandola da vicino qui al Salone di Ginevra, salendo a bordo e immaginando di avere seduto accanto un alieno, intento a spiegarci tutta la tecnologia nascosta sotto un vestito così incredibile. Il giallo intenso scelto dagli uomini di Woking per la presentazione fa la sua parte, ma sono soprattutto le forme da astronave della P1 a far pensare all’opera di un ingegnere extraterrestre. Una volta aperta la porta ad “ala di drago” a dominare è il contrasto nero della fibra di carbonio, che ricopre ogni centimetro del cockpit.

Davanti a sé il pilota ha solo uno schermo digitale, con il volante monolitico praticamente ad altezza occhi e un parabrezza che si estende fin sopra la testa, a mo’ di aereo da caccia. Fuori è la coda a catalizzare l’attenzione, per che ci sono fori di ventilazione dappertutto e solo quando si accendono ci si rende conto dei fari posteriori a Led, che incorniciano a tutta larghezza la vettura. Per non parlare del mega-alettone, o dell’enorme scarico centrale. E, per chiudere in bellezza, non possiamo fare a meno di avvicinarci a un’altra hypercar presente sullo stand: la McLaren F1 di Gordon Murray, ovvero la mamma della P1.

Salone di Ginevra: la McLaren P1 vista dal vivo

Foto di: Giuliano Daniele