Non solo incentivi. Mentre l'Italia sta per rendere disponibili quelli 2013 per le vetture a basse emissioni di CO2 (elettriche, ibride, GPL e metano), la Commissione europea detta agli Stati membri altre regole sull'uso dei fondi pubblici per incoraggiare la domanda di questo tipo di vetture. Stando alle linee guida sugli "incentivi auto elettriche" di Bruxelles i "semplici" incentivi dovrebbero essere accompagnati da sovvenzioni, prestiti, sgravi fiscali e molte altre agevolazioni. Non c'è da stupirsi, l'Ue lavora alla promozione della mobilità sostenibile da anni. E' l'Italia che arriva molto in ritardo in materia di incentivi alle auto elettriche e se da noi i fondi sono molto limitati (gli incentivi 2013 basteranno a soddisfare pochissime richieste), nel resto d'Europa l'auto elettrica è molto più incentivata e considerata.

INCENTIVI ITALIANI: POCHI E TARDIVI

In Italia ci sono molte clausole per accedere agli incentivi 2013 e per i prossimi due anni (2014 e 2015) i fondi sono già stati previsti e "ridimensionati". Questi incentivi 2014 e 2015 sono però soggetti a cambiamento, proprio perché, oltre all'andamento degli incentivi 2013 (se dovessero avanzare dei fondi verrebbero redistribuiti sull'anno successivo, ma è molto improbabile), la politica italiana si aspettava delle direttive europee. Ed eccole, le direttive sono arrivate, ma non c'è un governo italiano che le recepisca e che magari aggiunga agli incentivi auto 2013 sovvenzioni, prestiti o sgravi fiscali.

L'EUROPA VA AVANTI, L'ITALIA E' FERMA

"Queste linee guida e un quadro comune proposto per gli incentivi finanziari serviranno a ridurre le emissioni di anidride carbonica e ad aumentare la domanda di veicoli ecologici", ha detto Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l’Industria e l’imprenditoria, ma il vuoto governativo che l'Italia sta vivendo complica le cose. Non basta che in Europa finora gli incentivi per le auto elettriche e per le altre tecnologie a basse emissioni siano differenti da Stato a Stato, adesso che si cerca una linea comune l'Italia rischia di rimanere indietro per l'ennesima volta (pensiamo che i primi incentivi all'auto elettrica nel Vecchio Continente sono arrivati circa tre anni fa...). Riportiamo di seguito i principi obbligatori e in forma di raccomandazioni basati sul trattato Ue che in alcuni casi rimetterebbero in discussione gli incentivi auto 2013 italiani:

- Niente discriminazione per quanto concerne l’origine del veicolo in questione;
- Compatibilità con la legislazione Ue in tema di omologazione;
- Non violazione delle regole Ue in tema di aiuti di Stato;
- Presa in conto delle disposizioni in tema di appalti pubblici (direttiva 2009/33/Ce);
- Rispetto del riconoscimento reciproco all’atto di notificare gli incentivi (direttiva 98/34/Ce);
- Neutralità tecnologica: gli incentivi non dovrebbero essere limitati a certe categorie di veicoli;
- Riferimento a un insieme di criteri comuni in tema di prestazioni: gli incentivi dovrebbero essere disponibili per tutti i nuovi veicoli che raggiungono una determinata prestazione ambientale;
- Proporzionalità: l'incentivo concesso dovrebbe essere proporzionale al miglioramento delle prestazioni;
- Dimensione adeguata dell’incentivo: l’incentivo non dovrebbe superare il costo addizionale della tecnologia;
- Riferimento ai limiti dell’Ue in tema di CO2: le soglie per gli incentivi finanziari dovrebbero tenerne conto.