Denunciato un trattamento discriminatorio per chi ha figli. Probabile un incontro

La polemica sociale a Pomigliano d'Arco (Napoli) non si placa. Nello stabilimento della nuova Panda, quello che per primo ha adottato la riforma contrattuale dettata da Torino, le lavoratrici sono "preoccupate" perchè - dicono - ci sono "elementi discriminatori contenuti nell'accordo separato del gruppo Fiat/Fiat Industrial del 13 dicembre 2011". Chi ha figli verrebbe penalizzato perché, avendo usufruito di permessi per la maternità o paternità, non avrebbe potuto maturare le 870 ore necessarie ad accedere al premio di produzione 2012. Per questo le lavoratrici iscritte alla Fiom-Cgil (la sigla che non ha mai aderito agli accordi con Fiat) hanno scritto ad Elsa Fornero, Ministro del lavoro e delle politiche sociali con delega alle Pari Opportunità.

La risposta è stata immediata: "La maternità obbligatoria è un diritto irrinunciabile, un principio di civiltà". Ora però bisogna vedere in che modo il ministro interverrà. In un comunicato stampa Laura Spezia, segretaria nazionale della Fiom-Cgil, ha detto di "considerare importante la risposta della ministra del Lavoro e delle Pari opportunità, Elsa Fornero, alla lettera aperta delle lavoratrici Fiat, anche perché conferma il fatto che l'accordo Fiat di primo livello viola la Costituzione, le leggi e il contratto nazionale. Ovviamente sarà molto importante che, in tempi rapidi, si svolga l'incontro con le lavoratrici Fiat anche perché si possa ulteriormente discutere e approfondire le altre richieste contenute nella lettera aperta - prosegue la nota -. La Fiom continuerà nelle sue azioni di contrasto e di denuncia per tutelare i diritti, la dignità e le condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici". Di seguito riportiamo la lettera scritta alla Fornero:

Gentile Ministra Elsa Fornero,
riteniamo importante l'attenzione da Lei prestata a quanto denunciato nella nostra lettera aperta e la condivisione della nostra preoccupazione per gli elementi discriminatori contenuti nell'accordo separato del gruppo Fiat/Fiat Industrial del 13 dicembre 2011. Anche noi riteniamo le leggi che tutelano la maternità/paternità e la conciliazione tra lavoro e responsabilità familiari diritti e principi di civiltà irrinunciabili, così come lo è il diritto all'integrità psicofisica e a non ammalarci a causa delle condizioni di lavoro. Purtroppo, come crediamo abbia avuto modo di verificare Lei stessa, nei suoi approfondimenti con FIAT, il rispetto di questi diritti e della dignità del lavoro non sono i principi ispiratori della gestione del personale e dell'organizzazione del lavoro dei nostri stabilimenti.
Per questo riteniamo necessario insistere perché, nonostante i suoi numerosi e pressanti impegni, fissi un incontro con noi su tutte le questioni sollevate nella lettera aperta. Sicure della sua attenzione e disponibilità, restiamo in attesa di una sua convocazione.


[Foto: direttanews.it]