I fondi per i privati sono finiti subito e quelli per le aziende sono quasi tutti disponibili perché le clausole sono complicatissime

Gli incentivi auto 2013 fanno ancora discutere. Federauto, la Federazione che rappresenta i concessionari italiani, ricorda che se da una parte i circa 4,5 milioni di euro riservati ai privati si sono volatilizzati nel giro di un’ora, dall’altra dopo 20 giorni "siamo ancora al palo per le flotte aziendali". In poche parole: "Gli incentivi auto 2013 previsti dal Governo Monti si sono rivelati una doppia bufala". Come si può verificare tramite il sito messo a disposizione dalle stesse istituzioni, ad oggi sono stati richiesti 300mila euro a fronte dei 35 milioni stanziati per le imprese. Secondo il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, se il 99% dei fondi destinati alle flotte aziendali è ancora disponibile è colpa della troppa burocrazia e dei numerosi vincoli che sono stati imposti.

"Per le aziende è più facile vincere al Superenalotto piuttosto che accedere a questi fondi - ha detto oggi a Radio24, nel corso del programma Salvadanaio -. Questo perché sono vincolati alla rottamazione di autoveicoli con più di dieci anni, quando tutti sanno che le aziende ammortizzano e sostituiscono questi beni durevoli in tempi molto più ristretti. E per mesi Federauto ha lanciato appelli al Governo perché bloccasse questo provvedimento inutile e dannoso, per la cui realizzazione sono stati tra l’altro spesi 600mila euro: il doppio richiesto fino ad oggi dalle flotte aziendali". E' quindi sempre più urgente, come sottolinea anche il presidente dei Concessionari BMW, Enzo Zarattini, che il settore auto in Italia venga riformato, a partire - dicono gli addetti ai lavori - "dall'adeguamento delle detrazioni del costo delle vetture aziendali alla media dei Paesi Ue, pari al 100%. Da noi era il 40%, ma l'ultimo Governo ha dimezzato la percentuale portandola al 20% - ha detto Zarattini -. Di fatto disincentivando ulteriormente il cliente azienda a rinnovare il proprio parco".