Il ritorno della berlina di lusso per il rilancio dell’industria dell’auto, dall’ex-Bertone di Grugliasco alla VM Motori

Definire la nuova Maserati Ghibli una vera opportunità per l’Italia può sembrare quasi eccessivo, soprattutto se si considera la natura “alto di gamma” ed esclusiva di una simile segmento E. Il fatto che la Maserati Ghibli possa non entrare nella classifica delle best seller del depresso mercato italiano non deve però trarre in inganno, perché questo è solo uno (e non il più importante) degli obiettivi cui mira la berlina del Tridente. Il ruolo della Maserati Ghibli è invece quello di riportare una media “Made in Italy” credibile sui mercati internazionali, da quello statunitense fino quello cinese o del Medio Oriente, settore in cui l’Italia mancava ormai da anni. Il tutto potrebbe quindi tradursi in una bella occasione per l’industria italiana, partendo dallo stabilimento ex-Bertone di Grugliasco dove verrà prodotta, fino alle linee produttive di VM Motori che assemblano l’inedito V6 turbodiesel Maserati.

ITALIANA DI LIVELLO INTERNAZIONALE

Sulla base delle prime immagini ufficiali e dei dati tecnici si può infatti dire che la nuova Maserati Ghibli è in grado di rivaleggiare con le migliori proposte della concorrenza, tipicamente prodotte in Germania. Le tecnologiche Audi A6, BMW Serie 5 e Mercedes Classe E vantano infatti motori simili al V6 3. di 33 o 4 CV della Ghibli e il 3. V6 turbodiesel VM, la trazione integrale come la Q4 Maserati, ma l’italiana ha un’immagine, finiture e un marchio così prestigiosi che la lotta potrà alzarsi di livello fino alle ancor più esclusive Audi A7 Sportback, BMW Serie 6 Gran Coupé e Mercedes Classe CLS, senza dimenticare Cadillac CTS e Jaguar XF. Per ritrovare un simile scenario di concorrenza ad armi pari fra una berlina di lusso italiana e le sue concorrenti straniere occorre infatti andare a ritroso negli anni, visto che l’attuale Lancia Thema non può essere considerata italica a tutti gli effetti.

IL MADE IN ITALY BELLO E "CREDIBILE"

L’esordio della Maserati nel segmento E è per certi versi un ritorno, visto che negli anni Ottanta c’era la semi sconosciuta Maserati 42, una quattro porte di origini Biturbo. Tolto questo precedente non restano nella storia che grandi vetture italiane di molti decenni fa, esauritesi probabilmente con l’Alfa Romeo 66 (V6), 64 e Lancia Thema prima serie. Quasi tutte le successive berline medio-grandi italiane non sono infatti riuscite a sostenere la concorrenza teutonica, se non altro per le qualità intrinseche e le dotazioni. Se è vero, come le ultime indiscrezioni suggeriscono, che la nuova Maserati Ghibli con motore a benzina avrà un prezzo di quasi 7 questo significa che la sportiva di Grugliasco potrà ritagliarsi un proprio importante spazio commerciale nei mercati più ricchi, viatico perfetto per raggiungere l’obiettivo prefissato per il 25 di 5. Maserati vendute ogni anno. Il tutto si traduce automaticamente in una maggiore visibilità del prodotto italiano, in un apprezzamento globale utile all’industria italiana dell’auto e al suo indotto che tanto necessita di un qualche segnale di ripresa.

Nuova Maserati Ghibli, le prime foto

Foto di: Fabio Gemelli