Lo stand classico non basta più per un concentrato di tecnologia come la SUV svedese

E' una delle star indiscusse del Salone di Parigi. Gli svedesi l'hanno messa in vendita in anteprima su Internet e, causa sottovalutazione della questione, si sono trovati con i server intasati e conseguenti grosse difficoltà nel soddisfare l'ondata di richieste che da tutto il mondo è piovuta su Goteborg. Il perché è presto detto: la XC90 atto secondo si è fatta attendere parecchio, ma ne valeva la pena. Grande e grossa, dissimula egregiamente la propria stazza grazie a un design equilibrato e al passo lungo. Ma è sotto la carrozzeria che si celano le novità più interessanti. Soluzioni di portata così grande che, per mostrarle al pubblico, Volvo ha deciso di allestire uno stand che più tecnologico non si potrebbe. La vettura, innanzitutto, è esposta al di sotto di una "weather station": in pratica, getti d'acqua e di vapore ed erogatori di finta neve, insieme agli schermi sparsi a 360 gradi intorno alla vettura, simulano tutte le condizioni atmosferiche possibili e immagionabili.


Scopo: mostrare ciò di cui è capace la SUV svedese in termini di prevenzione del rischio. Ancora, ci sono due spazi 3D in cui poter "viaggiare" virtualmente all'interno dell'auto e scoprirne tutte le versioni disponibili. Un'auto concreta e solida, la XC90, che ama stupire con effetti speciali. E se state pensando che tutto questo profluvio di hi-tech sia inutile, ecco la risposta di Peter Mertens, responsabile per lo sviluppo tecnologico: "La nostra ricerca va nella direzione della massima sicurezza, della facilità d'uso e della sostenibilità ambientale, non in quella del primato tecnologico fine a sé stesso". A proposito di questo, una battuta sulla Google Car: "Io non la considero un'auto. Io voglio continuare ad avere un collegamento con le ruote direzionali (lo sterzo), con i freni e con il motore, perché io voglio avere la possibilità di poter decidere in ogni momento cosa fare".

Salone di Parigi: Volvo XC90, lo show virtuale