Per restare un punto di riferimento nel suo segmento è più tecnologica ed ha nuovi motori

La seconda generazione della Ford S-Max si coferma imponente. Vista dal vivo al Salone di Parigi spicca ancora per l'avantreno massiccio, muscoloso... ma si distingue per l'inedito frontale che la integra nell'ormai noto family feeling di Ford. Le linee delle fiancate ne slanciano le dimensioni importanti ed il retrotreno è stato effettivamente rivisto e si integra bene al resto del corpo vettura; il portello del baule sembra generoso quanto basta per permettere carichi di una certa rilevanza. Quello che però colpisce di più è la qualità percepita (miglirata) unita alla dotazione tecnologica più ricca di prima. Del resto la S-Max vuole rimanere un punto di riferimento per le monovolume.


Un altro aspetto che salta subito agli occhi sono i rivestimenti degli interni, che come ci aveva anticipato la casa americana sono stati sottoposti ad una particolare serie di test di resistenza. Essendo la S-Max una vettura studiata appositamente per la famiglia è utile l'idea di utilizzare tessuti lavabili a prova di bevande o macchie di ogni genere (in pratica è a prova di bambino...). Sotto il cofano c'è un TDCi 2.0 declinato in tre varianti di potenza: 120 cavalli (con cambio manuale a 6 marce), 150 o 180 cavalli (con cambio sia manuale che automatico Powershift a doppia frizione). Sul fronte benzina ricordiamo che ci sono il nuovo EcoBoost 1.5 da 160 cavalli con cambio manuale e l’EcoBoost 2.0 da 240 cavalli, con cambio automatico. Per commentarne le prestazioni aspettiamo di provarla su strada.

Salone di Parigi: Ford S-Max, monovolume determinata