La polizia locale si dice contraria ad un sistema solo sanzionatorio

Lo Street control torna d’attualità. Ve lo ricordate? E’ quel sistema che registra anche sei infrazioni al minuto. Chi lo vede per strada lo riconosce subito: è una scatoletta nera montata sulle auto della polizia locale. Serve a fare “multe a strascico” cioé a combattere la sosta selvaggia. Chi ha parcheggiato in doppia fila, sulle strisce o davanti ad un passo carrabile non ha scampo e viene subito sanzionato. Eccezionale, dirà qualcuno, ma questo sistema - di cui parliamo dal 2010 - è ritenuto da molti troppo aggressivo. Persino la Polizia locale di Roma non ne sembra convinta e proprio nella Capitale è polemica perché da questi giorni 30 vigili pattuglieranno le strade con 10 auto dotate di Street control (utilizzato anche in altri comuni). Gli automobilisti romani sono preoccupatissimi, visto che a volte parcheggiare selvaggiamente è l’unico escamotage in una città complessa come Roma. Persino i vigili sono contrari, perchè questa non sembra una soluzione ai problemi del traffico.


Alessandro Marchetti, segretario generale aggiunto del Sulpl (il sindacato unitario dei lavoratori di polizia locale) ha detto: “Noi siamo fermamente contrari. Vogliamo un sistema che riesca a fare prevenzione, non un modello esclusivamente sanzionatorio che serva solo a far cassa. A noi serve che l’auto in doppia fila venga spostata subito, che le strade siano libere e percorribili. Fare multe e basta non serve”. Insomma, gli automobilisti non sono un bancomat e la preoccupazione maggiore è che si tratti di un metodo per fare cassa e non di un’autentica soluzione. E poi c’è un altro aspetto da considerare, meno opinabile. “In base al codice della strada devo accertarmi della presenza del trasgressore e, nel caso, contestargli immediatamente l’infrazione - spiega Marchetti -. Fare multe ‘a distanza’, senza scendere dalla macchina e verificare la presenza del guidatore, può dare adito a ricorsi o a guai giudiziari per il vigile”.