Lo sostiene Volvo, che critica la politica dell'Unione europea

L'Unione europea sta sbagliando con l'auto elettrica. La politica che Bruxelles sta mettendo in atto non riuscirà a farle prendere piede come stimato. Lo studio della Commissione europea Una Strategia Europea per Veicoli Puliti ed Efficienti sul Piano Energetico è poco "realistico". Secondo Stefan Jacoby, Presidente e CEO di Volvo Car Corporation, entro il 2020 la quota di mercato per i veicoli elettrici e gli ibridi plug-in non riuscirà ad arrivare al 3-4%, ma "considerando l'assenza di incentivi statali coordinati e gli elevati costi del sistema a batteria supererà a fatica il traguardo dell'1%". Il numero uno della casa svedese non risparmia critiche all'Unione europea e chiede una maggiore collaborazione tra produttori e governanti.

"Gli sforzi fatti dall'industria automobilistica per ridurre i costi non arrivano a compensare del tutto il costo supplementare del sistema a batteria. Secondo Volvo, la mobilità elettrica deve essere realizzata attraverso la cooperazione fra l'industria automobilistica, i governi nazionali, i fornitori di infrastrutture, le aziende energetiche e gli istituti scientifici", dice Jacoby. Il prezzo finale ai consumatori è ancora troppo alto e solo l'Ue può contribuire ad abbatterlo. "Volvo Car Corporation esorta la Ue a coordinare gli incentivi, sostenendo al tempo stesso le iniziative di ricerca e sviluppo - ha detto Jacoby durante un seminario - . Nel caso ciò non avvenisse, l'industria automobilistica europea rischierebbe di perdere la leadership tecnologica che detiene attualmente". A lungo termine, secondo Jacoby, "ciò potrebbe mettere a rischio la competitività del nostro settore e i posti di lavoro in Europa".