Il candidato sindaco indipendente vuole fluidificare il traffico, aumentare l’uso dei tram e dotare le periferie di minibus elettrici

Roma è vicina alle elezioni comunali. Domenica 26 e lunedì 27 maggio gli elettori sono chiamati alle urne per cambiare sindaco e tra i candidati c'è anche Alfio Marchini. È l’imprenditore che si presenta sostenuto da una lista civica indipendente, andando a sfidare i favoritissimi Gianni Alemanno (Pdl), Ignazio Marino (Pd) e Marcello De Vito (M5S). È vero che il cuore del suo programma elettorale è l'Imu, che Marchini intende cancellare; curiosa anche la carta di credito con 200 euro al mese per le famiglie più in difficoltà. Ma quello che più ci interessa sono le sue idee per la mobilità della Capitale, che soffoca di traffico e smog. Marchini mira a coinvolgere i cittadini elettori nel suo progetto, che è una visione di Roma come città amata: di qui il cuore rosso come leit motiv della campagna elettorale.

FONDI EUROPEI

Per cominciare, Marchini si attiverebbe per attirare fondi dell’Unione europea e dotare Roma di una rete metropolitana idonea: "Nel frattempo, tutte le risorse saranno impiegate per migliorare quello che abbiamo, completare le opere indispensabili per i cittadini e fluidificare la mobilità potenziando le corsie preferenziali, aumentando l’uso dei tram e dotando anche le periferie del servizio di mobilità locale con minibus elettrici come già avviene nel centro storico". Secondo Marchini, occorre "concentrare gli investimenti nel migliorare ciò che fa già parte della nostra quotidianità: dalle buche nelle strade al rinnovamento dei mezzi pubblici, alle strutture assistenziali agli anziani, alla tutela delle fasce più deboli, alle biblioteche e residenze universitarie, fino allo snellimento e efficacia della burocrazia”. Utile poi la “introduzione di agevolazioni per il trasporto pubblico dedicate agli studenti”.

L’IMPORTANZA DEI QUARTIERI

“Ripartiamo dai rioni e dai quartieri - dice Marchini nell suo programma - individuando per ciascuno i punti di forza e le eccellenze nonché i punti critici e di disagio. Abbiamo elaborato, insieme agli abitanti di ciascuna zona, un programma con le soluzioni, le risorse economiche e i tempi di realizzazione certi indicando anche gli uffici e le società comunali coinvolte. I cittadini verificheranno in corso d’opera la realizzazione di quanto promesso attraverso un comitato di quartiere di tre membri, che avrà mensilmente una linea diretta con il sindaco in particolare su decoro e sicurezza. La mia Roma è una città dove anche le donne devono sentirsi al sicuro”. Inoltre, “il controllo del decoro urbano sarà assicurato anche promuovendo un’attiva partecipazione dei cittadini nel quartiere. Tutte le ricerche indicano che là dove vi è degrado, e a Roma purtroppo è elevato, è più probabile che si commettano crimini. Occorrerà procedere fornendo un'efficace illuminazione stradale, assicurando la massima visibilità dei luoghi, specie là dove vi è maggiore flusso di persone, come le stazioni della metropolitana. Il rischio di essere visti è il maggior deterrente per qualsiasi criminale”. Ma questo anche a beneficio della sicurezza stradale.

ACCATTONAGGIO AI SEMAFORI

Marchini vuole “contrastare efficacemente il racket dell’accattonaggio con un costante monitoraggio ed intervento nei luoghi dove si esplica. Una città come Roma non può permettere che cittadini di qualsiasi etnia vengano sfruttati e resi schiavi per chiedere l’elemosina”: problema che si verifica anche ai semafori, talvolta con qualche spiacevole discussione. Marchini mira anche a istituire un centralino unico per le chiamate di emergenza sociale. Il numero di emergenza, che verrà concordato con l’apporto del ministero dell’Interno, consentirà ai cittadini di segnalare le criticità sociali e ambientali meritevoli di attenzione: “Se vi è una situazione di rischio occorre che il cittadino sappia con facilità a chi deve rivolgersi sia per un intervento di Polizia, sia per un intervento sanitario che, ancora, per un intervento sulla sicurezza dei luoghi”.