La "baby Range" che piace è anche una ottima compagna di viaggio buona per tutte le occasioni

"Signore, sa che la sua è proprio una bella macchina? E' l'ultimo modello, vero?". Il ragazzino con gli occhiali e l'aria da saputello che nel bel mezzo della Val d'Orcia si complimenta mentre facciamo rifornimento esprime perfettamente la caratteristica vincente della Range Rover Evoque: la sua linea piacevole che, fatto assai raro in campo automobilistico, pare entusiasmi un po' tutti. Ma cosa c'è al di là dell'insindacabile giudizio della voce dell'innocenza? Nell'allestimento da noi provato, la Range Rover Evoque 2.2 SD4 Pure 5 porte, una grande viaggiatrice in grado di proseguire il cammino con lo stesso comfort anche oltre l'asfalto, una caratteristica irrinunciabile per il marchio inglese che pure proporrà più avanti una variante 2WD.

COM'E' FUORI

A livello di design, la Evoque, sia nella versione 5 porte che coupé, a pochi mesi dal lancio ha battuto ogni record quanto a premi ricevuti: ben . E' lei, meritatamente, la World Car Design of the Year 22. Se lo aspettavano un po' tutti, perché è da quando la Casa britannica presentò il concept LRX che sul team che si occupa del design guidato da Gery McGovern piovono complimenti. Difficile trovare oggi un'auto così moderna, audace, aggressiva e insieme equilibrata: dal paraurti anteriore al terminale di scarico non c'è una linea, una scalfatura, una lamiera che dia la sensazione di essere in disarmonia con il resto della carrozzeria che fonde insieme due tipologie di auto difficilmente conciliabili come SUV e coupé nella maniera più convincente rispetto a quanto fatto sinora da altri costruttori. E pur essendo lunga appena 4 metri e 36, la Evoque non soffre alcun "complesso di inferiorità" rispetto ai SUV più grandi. Due sono i suoi tratti peculiari: la linea stretta della finestratura e sopratutto la larghezza: la Evoque è larga metro e 9. Per fare un paragone in famiglia, il Range Rover Sport, che è lungo mezzo metro in più, è largo solo 3 cm in più.

COM'E' DENTRO

Con un design della carrozzeria così riuscito, il rischio di deludere gli occupanti con un'abitacolo non all'altezza era molto alto. I progettisti inglesi invece se la sono cavata alla grande: anche nell'allestimento entry level "Pure" della Evoque da noi provata si parla il linguaggio dell'alta sartoria, una delle eccellenze britanniche. La strumentazione è di stampo classico, con due quadranti analogici grandi e ben leggibili e un display multifunzione al centro di essi, mentre i comandi di infotainment sono stati concentrati nello schermo touch da 5", lasciando sul tunnel solamente manopole e pulsanti per il climatizzatore e lo spettacolare selettore retrattile del cambio, che fuoriesce non appena si aziona il contatto attraverso il pulsante come sulle parenti Jaguar, una chicca che stupisce sempre chi sale a bordo per la prima volta... Anche se la Evoque "Pure" non ha di serie i rivestimenti in pelle per portiere e plancia, la differenza non si nota perché a Solihull hanno saputo realizzare un rivestimento in materiale sintetico con impunture che non fa rimpiangere i materiali naturali che ben si abbina agli inserti in vero alluminio spazzolato. Autentici colpi di classe sono i faretti della plafoniera che si attivano al tocco e la possibilità di scegliere fra quattro tonalità per l'illuminazione di bordo. Curiosamente mancano però le maniglie al tetto. Non male anche la conformazione del bagagliaio, ben capiente con 575 litri ampliabile fino a .445 litri.

COME VA

La prima cosa che colpisce al posto guida della Range Rover Evoque è la posizione, molto lontana da quella classica rialzata del resto della famiglia Land Rover. Con la linea di cintura alta, i sedili avvolgenti (in optional ci sono anche quelli a guscio) dalla seduta relativamente bassa e il bel volante in verticale, la sensazione è quella di essere su una berlina, se non su una coupé. L'abitabilità è ottima per tutte le taglie anche sul divano posteriore, ed è questa una sorpresa guardando il "baby SUV" britannico dall'esterno. Per quanto riguarda la visibilità, aspetto importante in città, il campo visivo del conducente disturbato dai voluminosi retrovisori esterni, mentre il sottile lunotto posteriore rende difficoltose la retromarcia. Purtroppo la nostra Evoque Pure è sprovvista di telecamera posteriore, optional consigliatissimo per l'uso in città, dove la larghezza considerevole del corpo vettura può mettere a rischio l'integrità... delle fiancate. Una volta in marcia il pregio principale è la silenziosità e l'assenza di vibrazioni, nonostante il motore turbodiesel 2.2 da 9 CV non sia proprio di ultima generazione. Questa unità di origine PSA-Ford assolve bene al suo compito di concerto con un fluido cambio automatico a 6 rapporti, che nell'impostazione "Sport" sposta il regime di cambiata un po' più in alto. Questo pacchetto motorizzazione-trasmissione è comunque più adatto alla marcia in souplesse che alla guida irruente - i secondi necessari per arrivare da a km/h sono - infatti il livello di rumorosità e vibrazioni è veramente minimo come su vetture molto più costose. L'assetto della Evoque è poi molto differente dalle "parenti", Freelander 2 in testa, vettura dalla quale eredita parte della meccanica. A Solihull hanno ancora una volta dimostrato di saper lavorare ottimamente sull'assetto: rollio molto contenuto, sottosterzo impercettibile e una coda attaccata al terreno piaceranno a coloro che la useranno più sull'asfalto che nel fango. Un appunto, a voler proprio essere pignoli, potrebbe essere mosso al carico sul volante, a velocità sostenute un po' più duro di quello che ci si aspetterebbe, mentre il voto che assegniamo al reparto frenante è alto, considerata la massa da fermare. Se poi si è costretti ad avventurarsi su fondi difficili c'è il "Terrain Response", che con un tocco di pulsante permette di digerire ogni tipo di asperità o terreno, siano esse pietraie, sabbia, fango o guadi. Non ci siamo spinti fino a tanto, ma abbiamo percorso qualche passaggio off road non troppo difficile e una strada sconnessa a velocità sostenuta e la differenza con il comfort di guida sull'asfalto non è poi tanta. Insomma, le sospensioni riescono a digerire di tutto.

CONSUMI

Per la voce consumi abbiamo rilevato che la differenza con il dato dichiarato nel ciclo misto - 5,7 l/ km - è piuttosto ampia. Usando la Evoque per lunghi tratti autostradali a velocità rigorosamente da Codice alternati a tranquille passeggiate lungo strade secondarie non siamo riusciti a scendere sotto gli 8,4 l/ km. A penalizzare i consumi sotto questo profilo ci sono sicuramente la massa non indifferente - .67 kg a vuoto -, l'aerodinamica non troppo efficiente, il sistema di trazione 4x4 e anche l'assenza, secondo noi piuttosto grave, del sistema start/stop.

QUANTO COSTA

Fra gli equipaggiamenti più importanti, la Range Rover Evoque 2.2 SD4 9 CV Pure 5 porte offre di serie climatizzatore automatico, cruise control, sensori parcheggio posteriori, allarme perimetrico, sistema audio con 8 altoparlanti , radio con CD MP3 compatibile, specchietti esterni riscaldabili e con regolazione elettrica ad un prezzo di listino di 38.58 euro. L'esemplare in prova era dotato di vernice metallizata, cerchi in lega 8", poggiatesta centrale sedili posteriori, vetri oscurati, fari allo xeno, HLDF Touchscreen, pacchetto fumatori, pacchetto Cold Climate" (parabrezza e sedili anteriori riscaldabili, volante riscaldabile, getti lavavetri riscaldabili), "Clear View Pack" (fari automatici e allo xeno con disegno a LED, tergicristalli con sensore pioggia, lavafari e fendinebbia anteriori, pacchetto "Pure Tech" (sedili in pelle pieno fiore, bracciolo centrale sedili posteriori, set tappetini e luci interne soffuse, sistema audio con Meridian Sound System altoparlanti, amplificatore 38W con subwoofer, radio con CD MP3 compatibile, schermo touch screen 8" ad alta risoluzione, sue porte USB e sistema di connettività Bluetooth, cerchi in lega 8" Style 2 - Sparkle Silver, paraurti anteriore con modanature laterali di colore "Dark Atlas").

[Fotografo: Giovanni Pagani]

Range Rover Evoque 2.2 SD4 Pure 5 porte

Foto di: Daniele Pizzo