Sette posti veri in quattro metri e mezzo. A meno di 10.000 euro

Marchio rumeno, natali marocchini (presso gli stabilimenti del Gruppo Renault< di Tangeri) e tecnologia francese: un triangolo socio/politico/economico più unico che raro, capace di piazzare una monovolume di taglia media a soli 9.9 euro. Cifra che cattura l'attenzione persino dei più distratti, ma che necessita di qualche spiegazione, onde evitare facili illusioni. Perché se è innegabile che il rapporto fra volumetria ed euro vede la Lodgy come primatista assoluta nel panorama automobilistico, va anche specificato che la dotazione, almeno per questa versione base, è davvero d'altri tempi. Detto senza nostalgia, sia chiaro. Del resto, chi rimpiange le manovelle per alzare e abbassare i finestrini? Chi gli specchietti e le maniglie in plastica nera "grezza"? Non solo: sull'allestimento base, la terza fila di sedili non è disponibile, al pari del sistema di navigazione. Due grossi limiti per una MPV da famiglia allargata. Stabilito questo, non si può che rimanere piacevolmente stupiti di fronte agli .5 euro della Lodgy .6 MPI Ambiance, dotata di (quasi) tutto quello che serve. Ok, la soglia psicologica dei è superata di slancio, ma la convenienza di Casa Dacia resta imbattibile. Il lancio commerciale della vettura è programmato per fine maggio.

SI GUIDA CON PIACERE, MA SOPRA I 2. GIRI

Una volta alla guida, i clienti Renault si troveranno immediatamente "a casa": volante, strumentazione e componentistica sono comuni alle auto della Losanga, anche se non di quelle di ultimissima generazione. L'ergonomia è dunque più che buona, grazie a grafiche leggibili e comandi facilmente raggiungibili; peccato solo per lo sterzo che non si può regolare in profondità, ma solo in altezza. C'è molta Renault anche sotto il cofano: l'.5 dCi da 7 CV (il propulsore che venderà maggiormente in Italia) è una vecchia conoscenza della Casa francese, anche se in questa applicazione non è al massimo della forma. Zavorrato da rapporti del cambio eccessivamente lunghi, oltre che da una massa importante (.339 kg, che diventano .38 con le tre file di sedili), il quattro cilindri common rail si fa attendere fino a 2. giri. In città e in caso di sorpassi, occorre dunque affidarsi al cambio e, spesso, scalare fino a due marce. Presa la necessaria confidenza con il motore, si apprezza l'azzeccata messa a punto del telaio: sull'asfalto molto danneggiato delle strade marocchine, le sospensioni della Lodgy sfoggiano una risposta smorzata e "gommosa". Molle e ammortizzatori appiattiscono qualsiasi cosa passi sotto le ruote, mentre il telaio mette in luce un assemblaggio rigoroso ed estraneo a scricchiolii (toccare per credere era stata la nostra "prima impressione" a Ginevra). Il tutto, senza eccedere in rollio e beccheggio: la monovolume rumena si dimostra più agile del previsto fra le curve, con limiti di tenuta elevati - oltre che vigilati dall'ESP, optional su tutti gli allestimenti a 3 euro - e movimenti laterali e longitudinali della scocca ben frenati. Coerente con la messa a punto del telaio è lo sterzo, non fulmineo, ma preciso e abbastanza rapido nell'inserire la vettura in curva. Piuttosto, a proposito di volante e di frizione, va segnalata una certa pesantezza nell'uso urbano. Un problema, quello del pedale sinistro, che si risolverà più avanti, quando verrà lanciato il cambio robotizzato già utilizzato su diverse Renault.

SETTE POSTI VERI CON BAGAGLI

Spesso, MPV e SUV vendute come 7 posti sono in realtà delle "5+2", dove il due rappresenta lo spazio per una coppia di bambini in aggiunta ai 5 adulti. Non è questo il caso della Lodgy: sette persone di 85 cm di statura siedono infatti senza problemi, a livello di ginocchia, spalle, testa... E non è tutto, perché anche con le tre file di sedili in posizione, resta lo spazio per quattro borsoni (in numeri, 27 litri, pari a una Renault Twingo, per esempio). Viaggiando in cinque, il vano di carico cresce a 827 litri, mentre la coppia può contare addirittura su 2.67 litri di capacità totale, con i sedili che si ripiegano in poche mosse e si "impacchettano" ai due davanti tramite delle apposite cinghie poste sugli schienali. I 5 euro per la terza fila di sedili sono dunque spesi benissimo, considerando anche la facilità di accesso al sesto e settimo posto: una leva permette di abbattere gli schienali della seconda fila, che si può poi sollevare permettendo un accesso che poche altre 7 posti (o presunte tali...) possono vantare.

CONCRETEZZA AL POTERE

Da una Dacia non si pretendono plastiche di prim'ordine e finiture super ricercate. La Lodgy non viene meno alla regola, infatti i rivestimenti sono rigidi, mentre il massimo del lusso è rappresentato dal materiale nero lucido sulla console. Come già scritto precedentemente, la Lodgy vanta però un rigore tedesco nel montaggio. Risultato: la sensazione di compattezza e qualità è tutto tranne che low cost, così come la disponibilità di vani portaoggetti, disseminati ovunque e di dimensioni generose. In totale sono disponibili 3 litri di spazio, suddivisi in fra tasche e pozzetti.

LOW COST, HI-TECH (O QUASI)

Definirla hi-tech sarebbe una forzatura. La Lodgy rappresenta però un notevole passo avanti rispetto alle Dacia attuali. Al centro della plancia campeggia infatti un moderno touch screen attraverso il quale si comandano il navigatore integrato, la radio e il vivavoce Bluetooth. Il media Nav, così viene chiamato il pacchetto di infotainment, è proposto a soli 45 euro e comprende anche gli ingressi USB e aux e i comandi al volante. Nella lista optional c'è inoltre il park control (3 euro), mentre il limitatore di velocità fa parte della dotazione di serie delle versioni Ambiance e Lauréate. Curiosa la scelta di non prevedere anche il cruise control, forse più utile nell'epoca del Tutor imperante.

Dacia Lodgy

Foto di: Sergio Chierici