Lancia Thema e Voyager non riescono a raggiungere i risultati positivi della Fiat Freemont

Uno degli primi effetti dell'acquisizione di Chrysler da parte del Gruppo Fiat è stato la "fusione" tra Lancia e Chrsyler, e la realizzazione in Europa di un'unica gamma, venduta come Lancia o come Chrysler nei paesi con guida a destra. Singoli modelli con il marchio Dodge, invece, potranno essere distribuiti con altri marchi in Europa: il primo esempio in tal senso è quello della Fiat Freemont, una Dodge Journey con il brand Fiat. Anche se il mercato non è in un momento felicissimo, ed è quindi difficile poter fare confronti, si possono verificare dai dati di vendita i primi risultati dell'operazione voluta da Sergio Marchionne. A giudicare dai numeri, analizzati da Automotive News, qualcosa sta funzionando bene e qualcosa meno.

FIAT FREEMONT, UN BUON SUCCESSO DI VENDITE

La Fiat Freemont sta avendo un buon riscontro nelle vendite, nonostante la crisi: è stata infatti immatricolata nel primo quarto dell'anno in 6.498 esemplari, secondo le informazioni di JATO Dynamics. Se questo trend venisse mantenuto, la Freemont potrebbe essere venduta in circa 26.000 esemplari nel 2012. Il valore è inferiore alle 30.000 vetture previste dalle stime annuali, ma si tratta di un risultato non disprezzabile, considerando le dimensioni "americane" del modello a 7 posti, che gioca però le sue carte migliore nel prezzo concorrenziale, inferiore anche a quello della precedente Ulysse, e nella versatilità e spaziosità dell'abitacolo. La versione a quattro ruote motrici AWD, poi, potrebbe giocare un ruolo importante nelle esportazioni nei paesi "montani".

VENDITE BASSE PER THEMA E VOYAGER

Meno felice è la situazione per le due Chrysler rimarchiate Lancia, ossia la Thema, derivata dalla 300, e la grande monovolume Voyager, praticamente identica alla Town & Country. La Thema motorizzata a benzina era sicuramente destinata a non incontrare molti consensi, soprattutto in Italia, anche senza l'introduzione del superbollo; anche le versioni con motorizzazione a gasolio, tuttavia, non sembrano decollare. Un fattore negativo può essere la natura molto "americana" delle due vetture, per forma, dimensioni e soprattutto costi: la percezione di "auto di lusso" in un momento di crisi fa rimandare gli acquisti (il settore delle auto di lusso ha avuto dall'inizio dell'anno una contrazione di circa il 75%), anche in caso di vetture aziendali, oppure porta a rivolgersi verso marchi premium consolidati -di norma i brand tedeschi. Il mercato italiano è comunque il principale per Lancia, dove nel 2012 sono state vendute 347 Voyager, che si sommano alle 995 vendute in tutta Europa; per la Thema il risultato è ancora peggiore: solo 208 le vetture consegnate in Italia, e le vendite complessive nel resto d'Europa ammontano a 272. Siamo lontani dai valori annui stimati, che erano 10.000 unità per Thema e 11.000 per Voyager, e 13.000 esemplari di entrambi i modelli da vendere solo in Italia.

LANCIA IN ATTESA DI RILANCIO

Ovviamente il risultato è condizionato dalla crisi economica, e dalle misure di austerità non controbilanciate da incentivi all'acquisto, che hanno causato il noto tracollo delle vendite nel nostro mercato, non favorendo di sicuro la vendita di vetture alto di gamma come Thema e Voyager, anche se meno costose di alcune concorrenti. Fuori d'Italia, un fattore negativo è anche la scarsa conoscenza dei modelli, dovuta ad una politica di lancio molto "prudente", anche per quel che riguarda la presenza sui grandi canali di comunicazione. A questo si sta cercando di rimediare puntando su internet, a cominciare dai social media, e dalla sponsorizzazione di eventi, come i festival cinematografici. Lancia, però, ha ora una gamma completa: si guarda molto al futuro, quando i modelli saranno più moderni e pensati fin dall'origine per i due marchi, sperando anche in un momento più florido per il mercato automobilistico europeo.

Lancia Voyager

Foto di: Eleonora Lilli