Test drive spettacolare in Islanda, dove le cattive condizioni meteo hanno reso onore allo spirito avventuriero del nuovo SUV

Sul versante occidentale dell'Oceano Atlantico, negli USA, l'hanno chiamata Damon; in Europa, in particolare sulle coste della Scozia, è stata battezzata Alexandra. E io, in Islanda, questa perturbazione l'ho incontrata "di persona", durante il primo test drive della Land Rover Discovery Sport. Una presentazione in grande stile, che gli inglesi hanno organizzato alle porte dell'inverno su questa splendida isola del nord, per dimostrare come sotto il nuovo design moderno e fluido della nuova piccola fra le Land Rover "con gli attributi" siano state mantenute e migliorate le grandi doti tecniche dei veicoli 4x4 di questo marchio. Non è stato possibile, però, attraversare i 29 km previsti dagli organizzatori con neve, ghiaccio, cenere vulcanica, e corsi d'acqua gelati: ma qualcosa su questo importante modello ve lo posso raccontare lo stesso in attesa di farvi vedere il video che abbiamo girato.


È bello ciò che piace, o quello che "vende"


A cominciare dall'estetica, in cui c'è anche lo zampino di un designer italiano: Massimo Frascella, Exterior Creative Director di Land Rover. D'altronde, la Range Rover Evoque ha dimostrato ancora una volta che un'auto dal look giusto è praticamente irresistibile. E su strada anche la Discovery Sport sembra essere partita con il piede giusto, per le sue "morbidezze" e le proporzioni disegnate con trattamenti delle superfici decisi. Affascinanti, guidando in mezzo alla bufera di neve che mi ha bloccato per con gli altri giornalisti sulle highlands attorno a Reykjavik, i Led delle luci posteriori che riprendono lo schema di una bussola. E molto apprezzabili, sempre durante la marcia a passo d'uomo e le soste forzate per uscire dalla tempesta, gli interni della nuova baby Discovery.


Interni a prova di bufera


Lo spazio, inanzitutto, mi ha permesso di stare per ore in auto con i miei compagni di avventura - è il caso di dirlo - e i nostri ingombranti giacconi da "grande freddo". Il soffitto alto non ha fatto soffrire nessuno di claustrofobia e facendo scorrere all'indietro il divanetto posteriore i centimetri in lunghezza sono bastati per incastrare anche i borsoni più ingombranti, con tutte le relative telecamere e macchine fotografiche. I 7 posti non li abbiamo messi alla prova, al contrario del motore e dell'impianto elettrico. Le ore trascorse al minimo o poco più, infatti, hanno involontariamente riproposto in condizioni reali uno di quei test climatici che gli ingegneri effettuano in fase di sviluppo nelle camere del freddo. Abbiamo usato tutte le utenze: sedili riscaldabili elettricamente, sbrinatore elettrico per parabrezza, lunotto e vetri posteriori laterali, oltre che ovviamente il riscaldamento. Il tutto ha retto bene, tenendo nelle soste il motore sopra il minimo per aiutare l'alternatore e non far scendere troppo la temperatura del liquido di raffreddamento, con conseguente perdita di efficacia della climatizzazione.


Passo avanti tecnologico


E per ingannare il tempo, ho "giocato" per bene con il nuovo infotainment InControl Apps, con schermo touch capacitivo (come quello di telefoni e tablet) molto più rapido del precedente sistema Land Rover e con funzione di mirroring per le applicazioni compatibili con gli smartphone. Come il navigatore, che affianca quello integrato nel veicolo e che non è fra i più raffinati (pur avendo funzioni interessanti come l'avviso di cambio dei limiti di velocità). Bene i tasti fisici attorno al display, aiutano nell'utilizzo, mentre è un po' scomoda la sovrapposizione di alcune informazioni del clima (come la regolazione dei sedili riscaldati e raffreddati) a scapito di schermate importanti, come quella delle mappe.


Vuole andare oltre l'ostacolo, ma in scioltezza


Per quel che riguarda il comportamento su strada, potrò raccontarvi qualcosa in più quando avremo la macchina in prova per un test più approfondito. Vi posso però dire che l'elettronica del Terrain Response nel programma "erba, ghiaia neve" funziona alla grande nel dosare la giusta motricità della trazione integrale su superfici così viscide come quelle incontrate in Islanda. E che il fondo corsa idraulico delle sospensioni attutisce alla grande le botte più secche, facendo apprezzare anche un altro aspetto legato al comfort: la Sport è molto ben insonorizzata, anche guidando sulla ghiaia ghiacciata con gomme chiodate come ho fatto in questo test drive. Fra le due motorizzazioni provate, entrambe con il cambio automatico a 9 marce, il 2.2 SD4 turbo diesel da 9 CV è più piacevole, spinge con più decisione e si accoppia meglio con la trasmissione rispetto al 2. Si4 turbo benzina.


Il cerchio delle novità sta per chiudersi


Ma la Discovery Sport da marzo 25 sarà in vendita anche con il 2.2 TD4 da 5 CV e cambio manuale a 6 rapporti, con un listino di partenza di poco superiore ai 35.5 euro. Un prezzo che va a dare fastidio a molti, a partire dalla più piccola Range Rover Evoque, rivale in casa, fino alle tedesche Audi Q5, BMW X3, Mercedes GLK. Senza escludere Jeep Cherokee, simile come impostazione a questa nuova Land Rover, che inaugura una famiglia importante, quella delle prossime Discovery (con l'erede dell'attuale sorella maggiore della Discovery Sport, il modello "classico" a 7 posti con portellone posteriore e lunotto separati), che affianca la rinnovata gamma delle Range Rover (Evoque, Sport e classica) e prepara il terreno per il rifacimento di un mito, di un'icona come la Land Rover Defender.

Land Rover Discovery Sport, una prova "estrema"

Foto di: Giuliano Daniele