Secondo l'Automobile Club d'Italia anche i pariti cominciano a convergere sulla proposta di puntare altrove il piglio del Fisco

Un automobilista su tre ha aderito allo sciopero della benzina indetto per oggi dall'ACI per dire "basta" alle troppe tasse che spingono i prezzi dei carburanti. La rilevazione, aggiornata alle ore 15, è frutto del monitoraggio attuato sul territorio da 106 Automobile Club provinciali e da tutti i presidi ACI. L'Automobile Club Italiano ricorda anche che solo sulla benzina gravano una lunga serie di accise prive ormai di qualunque finalità sociale e le tasse superano il 60% del prezzo alla pompa. Oggi anche i maggiori partiti politici, dice l'ACI, cominciano a convergere sulla proposta dell'ACI di puntare altrove il piglio del Fisco, a cominciare dal gioco e dalle scommesse sportive.

"Gli ultimi dati economici dimostrano l'inutilità e i danni della politica fiscale sull'auto attuata dal Governo e dal Parlamento - commenta il presidente dell'ACI, Angelo Sticchi Damiani - perché se da una parte le famiglie usano meno l'automobile cercando di contenerne i costi, dall'altra si ritrovano comunque a spendere di più (oltre 3.500 euro nel 2012 a fronte dei 3.278 euro dello scorso anno) e al tempo stesso gli incassi per l'Erario sono inferiori alle attese, come evidenziato dalle ultime statistiche del Ministero dell'Economia sulle imposte indirette per IVA e oli minerali. L'eccessiva imposizione fiscale sta provocando la rottura del legame atavico degli italiani con il proprio veicolo. Il comparto dell'auto è in ginocchio e non può sopportare ulteriori contraccolpi, in termini economici e soprattutto sociali".