Nel 1934 nasceva la BMW 315/1, progenitrice dell'attuale Z4

Curiosa è la storia delle Roadster BMW, passate in 75 anni di carriera attraverso alti e bassi che le hanno portate spesso ad essere più apprezzate dopo qualche anno che dal pubblico dei contemporanei. Un po' per vicende storiche sfavorevoli, un po' per scelte di mercato votate all'esclusività e al lusso, fatto sta che per la famiglia delle Roadster BMW nata al Salone di Berlino del 1934 è toccato attendere fino alle soglie del terzo millennio per ottenere un vero successo di pubblico.

TUTTO NASCE CON LA 315/1

La critica e i pochi fortunati che se la potevano permettere avevano già abbondantemente apprezzato la 315/1, la roadster a 6 cilindri di 1,5 litri capace di 120 km/h grazie ad una carrozzeria profilata, al radiatore a "doppio rene" inclinato e alle ruote posteriori carenate. Questa sportiva ed esclusiva spider biposto del 1934 aveva già in se il carattere di tutte le BMW Roadster successive, fino alla nuovissima Z4, ma era più che altro concepita come modello da corsa con caratteristiche stradali, utile per mostrare le capacità tecniche del costruttore.
La 315/1 inanella successi su successi, partendo dall'Alpine Rally del 1934 e passando per le vittorie al Nürburgring nel 1936 e il campionato tedesco vetture stradali nel 1939, sempre con lo speciale esemplare allestito da Ralph Roese, ma la produzione rimane molto limitata.
Il passo naturale e successivo è quello di proseguire sulla stessa strada, incrementando la cilindrata per ottenere maggiore potenza. Nasce così la 319/1, strettamente imparentata con la 315/1 se non per il motore di 1,9 litri. Con un peso di soli 780 chilogrammi e una potenza massima di 55 CV la 319/1 raggiunge i 135 km/h e BMW si limita a produrne 178 esemplari fino al 1936, prevalentemente usati in gara.

328, MITO DELLE CORSE

Nel 1936 il costruttore bavarese vira decisamente verso un approccio più agonistico e presenta la BMW 328 Roadster, auto stradale (a partire dal 1937) e da corsa con forte caratterizzazione sportiva. Il suo debutto in corsa al Nürburgring vede una vittoria schiacciante anche contro la concorrenza dotata di turbocompressore, merito di un equilibrio quasi perfetto fra gli 830 kg di peso e gli 80 CV del 6 cilindri di 2 litri. Nonostante i 155 km/h la bellezza delle linee affusolate e i successi sportivi la BMW 328 Roadster rimane una autentica rarità con sole 464 unità prodotte. Derivazioni sportive della 328 passano alla storia anche per la vittoria assoluta alla Mille Miglia del 1940, l'unica corsa su circuito chiuso.

BELLA INCOMPRESA DEGLI ANNI CINQUANTA

Dopo le dolorose vicende della Seconda Guerra Mondiale, la stirpe delle Roadster di Monaco risorge con la BMW 507, progetto forse troppo avanzato e ambizioso per l'immagine BMW del 1955. Le meravigliose linee sinuose disegnate da Albrecht von Goertz ne fanno ancora oggi una delle più belle spider di sempre, con un frontale lungo ed appuntito che cela il V8 di 3,2 litri e 150 CV e un corto posteriore che chiude degnamente le proporzioni. Fra il 1956 e il 1959 solo 251 automobilisti si mettono in garage la 507, messi in minoranza anche da un più folto gruppo di clienti che le preferisce la Mercedes 300 SL Roadster.

Z1

Altri 29 anni devono trascorrere perché BMW sforni un'altra Roadster, questa volta nata come ipotesi di stile e poi trasformata in realtà per la forte richiesta. Si tratta della BMW Z1 del 1988, vettura al limite dello sperimentale con telaio monoscocca in pannelli d'acciaio, carrozzeria in materiali plastici e piccole portiere con apertura "a discesa" nel telaio. Il tema del 6 cilindri ritorna come un tormentone, qui sotto forma di un 2.5 da 170 CV. Il fascino dell'originalità regala alla Z1 un successo che dura fino al 1991, con ben 8.000 unità prodotte. Col senno di poi si vedrà che questo è solo l'antipasti per il primo vero grande successo di mercato per una Roadster BMW, arrivato nel 1995 con la Z3.

GRANDI NUMERI PER LA Z3

La piccola Z3, con il suo 4 cilindri più accessibile e vicino ai gusti del mercato, segna la svolta in casa BMW, grazie ai motori di 1.8 e 1.9 litri con potenze di 115 e 140 CV. L'insieme di una linea elegante e classicheggiante unito al piacere di guida consentono alla Z3 di essere replicata in quasi 300.000 pezzi, comprese le M Roadster dotate del 6 cilindri di 3,2 litri da 321 CV. La produzione negli USA ne fa un piccolo mito anche fra gli automobilisti americani.

CON LA Z8 TORNA IL CLASSICO

Un momentaneo ritorno al classico e ai piccoli numeri produttivi si ha nel 2000, quando la fascinosa BMW Z8 propone sotto le forme di una tradizionale roadster con tetto in tela una supersportiva con motore V8 Motorsport da 400 CV. La sapiente matita di Henrik Fisker traccia linee senza tempo che ricordano la 507 e ne ammodernano il concetto. Nonostante un prezzo di 128.000 euro la Z8 viene prodotta in 5.703 esemplari e diventa un instant classic, proprio come la progenitrice 507.

TEMPO DI Z4

L'ultima incarnazione della roadster BMW è la Z4, presentata nella sua prima veste con soft-top al salone di Parigi del 2002, sempre caratterizzata dal lungo cofano e dal ridotto sbalzo posteriore. I motori sono tutti a 6 cilindri, con livelli di potenza fino a 231 CV per la 3.0i. Al top di gamma, troviamo sempre le versioni M, sia Roadster che Coupé, da 342 CV. Più di 100.000 Z4 escono dallo stabilimento di Spartanburg, nel North Carolina e il suo successo viene protratto dalla nuova Z4, lanciata nella primavera 2009 per ribadire con il tetto rigido ripiegabile che le Roadster BMW sono sempre più vive e possono festeggiare degnamente i 75 anni.

75 Anni di Roadster BMW

Foto di: Fabio Gemelli