I taxi si sono inventati “l’operazione lumaca” ed il portavoce del ministero dell’Interno ne appoggia la causa

Parigi ha dichiarato guerra ad Uber, la app con cui si chiama un’auto con autista, ed UberPop, quella con cui chiunque lo desidera può trasformarsi (quando vuole) in autista a pagamento. Ieri centinaia di taxi hanno protestato bloccando le strade che collegano la capitale agli aeroporti di Roissy-Charles de Gaulle e di Orly. E’ stata battezzata “operazione lumaca” ed ha trovato appoggio nelle parole del portavoce del ministero dell’Interno, Pierre-Henry Brandet, che ha promesso il divieto di Uber da gennaio 2015. A scatenare la bufera è stata la decisione del Tribunale di Commercio di Parigi di respingere il reclamo delle associazioni di tassisti, stabilendo che UberPop “non è illegale”. In Italia invece il Ministro dei Trasporti Lupi ha dichiarato il contrario, invitando i vigili a multare per esercizio abusivo della professione chi utilizza UberPop e viene sorpreso in flagranza di reato. La Francia è infatti solo uno dei tanti Paesi in rivolta contro Uber, che però non molla e va dritto per la sua strada.


La replica di Uber


In una nota per la stampa Uber ha commentato così la situazione a Parigi: “La recente decisione del Tribunale di Commercio di Parigi è la prima e sola decisione resa sulla base della legge Thévenoud e la decisione è quella di non sospendere UberPop. Uber continuerà anche nel 2015 ad applicarsi per innovare e offrire nuove soluzioni di trasporto che siano sicure, affidabili e accessibili – incluso UberPOP. Uber è parte della soluzione, e non parte del problema. Continuiamo ad avere un dialogo aperto con tutti gli attori del settore e crediamo di condividere con loro gli stessi obiettivi, ovvero integrare soluzioni innovative nell’offerta della mobilità francese e continuare a far muovere Parigi”.


La situazione in altri Paesi


Di recente Uber è stato bandito da 4 Paesi: India, Spagna, Brasile e Thailandia. In particolare, a Nuova Delhi è scoppiato uno scandalo perché un autista è stato arrestato con l'accusa di stupro nei confronti di una passeggera del servizio e l’app è stata bandita, "insieme agli altri servizi taxi non registrati", con l'accusa di essere "forviante per i suoi utenti"; un tribunale di Madrid l’ha proibita a titolo cautelativo in tutta la Spagna; l’ufficio trasporti di Rio ha denunacito Uber ed altre società simili perchè operano illegalmente senza una licenza adeguata per il servizio taxi. In Italia invece Uber è arrivato a Padova e per Natale ha lanciato una promozione: in accordo con Eataly offre ai nuovi iscritti, ma solo per il giorno 18 dicembre, un cesto con panettone e spumante.

Uber, a Roma non attacca (per ora)