"L"auspicio è che alla fine della crisi nel settore automotive ci siano meno produttori che prima della crisi". A dirlo è stato il vicepresidente della Fiat, John Elkann, aprendo i lavori della conferenza dell"Aspen Institute sul mondo dopo la crisi economica. "Sfortunatemente sta accadendo il contrario", ha aggiunto, spiegando come, nonostante i governi abbiano sostenuto il settore, la situazione attuale è molto grave ed è causata da una sovracapacità produttiva senza precedenti.

L"industria "può produrre il 50% in più di auto di quello che si consuma", ha detto, ammettendo che "ci siamo trovati a dover far fronte ad un mercato che è crollato del 25%. Il che vuol dire che una persona su quattro che comprava un"auto non la compra più".

La migliore soluzione, secondo il manager, è l"aggregazione, come ha fatto Fiat con Chrysler. "Aggregando i diversi costruttori si avrebbe la possibilità di investire meno, in nuovi prodotti, con meno unità" e "si potrebbe risolvere la sovracapacità", ha concluso, confermando l"opinione dell"amministratore delegato, Sergio Marchionne. Il numero uno del Lingotto, infatti, aveva già profetizzato a dicembre, che, nel giro di un paio di anni, lo scenario globale sarà molto diverso: solo sei Gruppi internazionali scaturiranno dalle colossali manovre che stanno avvenendo in questi mesi e saranno i Marchi che avranno saputo attuare le strategie migliori per la loro sopravvivenza.