Con 280 CV è la Astra più potente di sempre. Muscolosa fuori, ma anche comoda dentro, arriverà a settembre a 31.000 euro

Era una base Nato nel cuore della Germania ed è diventato l'Opel Test Center di Pferdsfeld: il posto ideale per scoprire il... decollo della nuova Astra OPC. E quando si dice OPC, si sottintende Opel Performance Centre, una sigla che si meritano solo le super sportive della Casa di Rüsselsheim. A completare la gamma delle Opel ad alte prestazioni, dopo la Corsa OPC e la Insignia OPC, non mancava che l'Astra più veloce e potente di sempre. Derivata dalla GTC, si presenta muscolosa e scattante con un motore benzina due litri turbo da 28 cavalli e una coppia di 4 Nm. Le caratteristiche sono quelle di una coupé con molte soluzioni da corsa, nell'abito di una media grintosa, ma accogliente. L'obiettivo è sfidare Renault Megane RS e Volkswagen Golf R. E i presupposti ci sono tutti, visto che in questo ambito non sono molte le vetture al mondo in grado di esprimere una coppia bruciante di 2 Nm a litro (accelera da a km/h in soli 6 secondi). Per capire dove si colloca l'Astra OPC, basti un altro dato curioso: i tecnici Opel hanno usufruito della cosiddetta "Lex Ferrari" sul rumore emesso al passaggio. Un emendamento alle norme europee consente alle supersportive di produrre un suono con un decibel in più (75 dell'OPC contro i 74 della GTC), ma per ottenere la deroga si deve accelerare da 5 a 6 km/h in terza su un tratto di strada di soli 5 metri. Un test probante che pochi superano. Anche il suono, dunque, distingue questa Astra OPC che nei prossimi 2 mesi sarà prodotta in 42 esemplari sui . pezzi dell'intera gamma OPC. Dal 998 ad oggi sono state vendute 65 mila Opel OPC in Europa, ma solo 2 in Italia. L'intenzione, quindi, è di aprire un mercato anche in Italia, in una nicchia di super appassionati che sanno apprezzare le doti tecniche e sportive (da noi verrà importata solo con il freno a mano a leva, in luogo di quello elettrico di allestimento per dare il modo di fare dei traversoni!). “Basta uno sguardo alla carrozzeria per capire che si tratta di una vettura veloce e agile - sottolinea il responsabile del design, Andrew Dyson - spinge a cercare i limiti e a guidare al massimo”.

DESIGN MUSCOLARE

Il design dell'Astra OPC, quindi, è molto muscolare e maschile: alla sportività della GTC, si aggiungono linee più estreme con paraurti anteriori e posteriori di nuovo disegno dal look più aggressivo, le minigonne laterali profilate e lo spoiler sul tetto (disponibile anche in versione racing sdoppiato). Nel posteriore non mancato due terminali di scarico di forma trapezoidale inseriti nel profilo estrattore che ha la funzione di generare carico aerodinamico. Oltre ai cerchi in lega di serie da 9” (con pneumatici Pirelli Pzero 245/4 ZR), sono disponibili anche quelli forgiati in lega da 2” con un originale disegno pentacolare. E il telaio, rispetto alla GTC, è ribassato di millimetri, per cui la linea filante si concilia con la massima compattezza.

SEDILI ADATTIVI

Gli interni sono meno estremi e concedono qualcosa al confort più di quanto ci si aspetti da una sportiva, visto che l'allestimento non è spartano, ma premium. Ciò non significa che non ci siano gli elementi distintivi: il nuovo volante a fondo piatto, per esempio, nasce dall'esperienza nel mondo delle corse. Il diametro della corona è di 36 mm, mm in meno rispetto alle altre Astra, per assicurare una sterzata ancora più precisa e diretta. Il volante è multifunzione ed è dotato del comando radio e CD. L'Astra OPC si distingue per la leva del cambio sportiva e i pedali in alluminio. Abbiamo provato la versione con i nuovi sedili anatomici in pelle, disponibili a richiesta, che consentono una seduta più bassa di 3 mm rispetto all'Astra e un maggiore sostegno laterale: se è vero che bisogna abituarsi ad una linea di cintura che risulta più alta (è una sensazione che scompare alla guida, ma colpisce quando ci si siede nell'abitacolo), è altrettanto vero che permette di “sentire” più il contatto tra pilota e strada. Il nuovo sedile pesa il 45% in meno rispetto ad un guscio tradizionale ed è realizzato in materiale composito (poliammide e fibra di vetro). La seduta consente fino a 8 impostazioni diverse e grazie ai cuscini laterali a regolazione pneumatica adattiva garantisce il sostegno laterale con la semplice pressione di un pulsante. La Opel è l’unica nel segmento delle compatte ad alte prestazioni a offrire questo dispositivo in un’auto di produzione. Inoltre l'Astra OPC porta al debutto la Power App, un software di telemetria che permette di raccogliere numerose informazioni relative alle performance del veicolo e scambiare le informazioni tra uno smartphone e i dati provenienti dalla rete CAN-bus della vettura. La app permette di ricevere oltre 6 valori diversi, tra cui pressione del turbo, posizione acceleratore, erogazione della coppia, accelerazione laterale e tempi sul giro in pista tramite cronometro GPS. Tutte le informazioni possono essere salvate e confrontate con altri utenti, in modo da analizzare la propria prestazione e quella della vettura. Il sistema necessita di una scatola nera: il kit può essere ordinato sulle vetture nuove, oppure installato in aftermarket, insieme a un supporto dedicato per il proprio smartphone in plancia: la PowerApp è compatibile con iPhone e iPad 2.

QUATTRO CILINDRI TURBO DA 28 CV

Se l'aspetto colpisce, sono le prestazioni a fare la differenza. Il motore è il nuovo quattro cilindri Opel, 2 litri benzina a iniezione diretta dotato di turbocompressore che ai 25 cavalli dell'Astra ne ha aggiunti altri 3 per l'OPC, assicurando il 25% di coppia massima in più rispetto alla versione precedente grazie alla pressione di sovralimentazione che è stata portata a ,5 bar. Parliamo, quindi, di 4 Cv/litro che si possono sfruttare sempre con una progressione della potenza che arriva fino ai 65 giri. Eppure tanto i consumi che le emissioni di CO2 sono stati ridotti del 4%: le emissioni di CO2 sono scese a 89 g/km e i consumi a 8, litri per chilometri. Non serve arrivare fino al limitatore di giri, ma conviene cambiare prima, per evitare la caduta di giri per lo svuotamento del turbo. Anche perchè il cambio per quanto sia preciso, risulta l'aspetto meno esaltante di un insieme entusiasmante.
Eccellente è il lavoro svolto dai tecnici a livello di assetto: la sospensione anteriore con il montante HiPerStruts (una soluzione mutuata dal motorsport) assicura un perfetto inserimento e permette di disegnare traiettorie ideali senza accusare il sottosterzo delle tutto avanti, mentre dietro l'assale si combina con una moderna interpretazione del parallelogramma di Watt. Il sistema FlexRide permette di estremizzare la reattività degli ammortizzatori, del volante e dell’acceleratore. Tre le modalità d'uso: standard, Sport e OPC. In quest'ultima versione la guida è estrema: lo sterzo diventa molto diretto, mentre gli ammortizzatori induriti riducono il rollio e il motore esalta i 28 cavalli. La strumentazione diventa di colore rosso quando si passa in modalità OPC: anche l'occhio vuole la sua parte! Il differenziale meccanico autobloccante a dischi multipli elimina i pattinamenti in accelerazione e contribuisce all'ottimo inserimento. L’ESP è regolabile: alla modalità standard, si aggiunge la Competitive con la quale si alza la soglia di intervento dei sistemi automatici, ma è anche possibile disattivare il controllo di trazione. I freni, con impianto Brembo, sono addirittura sovradimensionati e assicurano staccate perfette e sicure: i dischi da 355 x 32 mm sono ventilati, mentre le pinze sono a 4 pistoncini all'anteriore.

DISPONIBILE DA SETTEMBRE

L'Astra OPC costerà 3 di listino: la vettura si può già ordinare, ma sarà disponibile sul mercato italiano a partire dal mese di settembre. Fra gli optional disponibili ci sono i cerchi in lega da 2” a 6 euro al treno, i sedili regolabili in pelle a 2, i fari allo xeno a .225 euro e due tipi di navigatore a 855 e .25 euro. L'Opel crede nella supersportiva e scommette sul fatto che l'Astra OPC saprà conquistare anche la nicchia più esigente del mercato italiano. Una sfida che va oltre i grandi numeri, ma che esprime la volontà tedesca di sfondare a tutto campo.

Nuova Opel Astra OPC, prestazioni che fanno la differenza

Foto di: Franco Nugnes