Pop Art e tradizione inglese a braccetto per beneficenza

Era dai tempi della psichedelia, degli hippy e del "Flower Power" che non si vedeva una nobile vettura della tradizione inglese dipinta negli squillanti colori floreali di questa Bentley Continental GT realizzata in esemplare unico dall'artista brasiliano Romero Britto. Forse solo la Rolls-Royce Phantom V gialla a fiori fatta realizzare a suo tempo da John Lennon aveva la stessa carica dirompente e iconoclasta che va a sconvolgere l'immagine austera dei due marchi inglesi più tradizionali e aristocratici.

Per la sua mostra "Come to my World" in programma a Berlino dal 10 luglio al 6 settembre 2009 Britto ha deciso di stendere i suoi colori "Pop" su di una tela decisamente inconsueta, una Bentley Continental GT dipinta in una squillante tonalità di blu e ricoperta dai caratteristici disegni dell'artista composti da fiori, piccoli segni geometrici, pallini, stelle e figure astratte sempre molto colorate. La preziosa vettura è stata fornita dalla Bentley, mentre la Mensing Gallery ha contribuito all'organizzazione della mostra nello spazio espositivo berlinese Automobil Forum Unter den Linden.

Quello che è al momento uno degli esponenti di punta della Pop Art mondiale (vedi la sua Audi RS4 di due anni fa) ha così commentato la sua opera finita: "Si tratta dell'automobile più bella ed elegante al mondo. Le sue linee sono perfette da dipingere, come una tela. Che bel modo di intraprendere un viaggio affascinante e colorato." Quello che tutti gli organizzatori si augurano è che anche il pubblico dei cultori d'arte e dei collezionisti possa apprezzare l'opera e fare una consistente offerta in denaro per la "Britto-Bentley" che alla fine dell'esposizione sarà venduta all'asta. Si tratta di una vendita all'incanto il cui ricavato andrà in beneficenza alla Nathalie Todenhöfer Foundation che si occupa di lotta alla sclerosi multipla e all'associazione Best Buddies che si occupa di integrazione sociale dei disabili mentali.

Bentley Continental GT by Romero Britto

Foto di: Fabio Gemelli