La monovolume tedesca è ora disponibile anche 4x4, con motori 2.0 turbo, diesel e benzina. L'abbiamo provata sulle Alpi

La BMW meno BMW di tutte torna a essere un po' più... BMW. La Serie 2 Active Tourer, prima auto del marchio bavarese a motore anteriore trasversale e trazione anteriore, diventa xDrive, ovvero 4x4. Le ruote posteriori tornano dunque ad essere protagoniste, anche se non principali. Un contributo, quello dell'asse posteriore, che abbiamo avuto modo di testare nelle condizioni ideali: su neve, in concomitanza con il BMW xDrive Challange 2015, un'iniziativa che va avanti ormai da qualche anno e che serve appunto per far apprezzare le doti di versatilità delle auto di Monaco, se dotate di trazione xDrive.


BMW, un marchio quasi “integrale”


Come sono lontani i tempi in cui le BMW scappavano di fronte alla neve come i gatti davanti all'acqua. Scappavano, sì, letteralmente: il posteriore diventava ingestibile e la sicurezza un concetto relativo. Sono gli anni della sola trazione posteriore - o quasi, visto che le prime 4x4 bavaresi risalgono comunque agli anni Ottanta - e delle automobili “analogiche”, quelle senza il minimo controllo elettronico sulla dinamica del veicolo. Oggi, la sicurezza sui fondi innevati è garantita prima di tutto dalla trazione integrale (ovvio, con gli pneumatici invernali come condizione imprescindibile) e poi dai vari controlli di trazione e stabilità. Un mix che rende le BMW xDrive inarrestabili anche quando la strada è completamente bianca e che dal 2009 al 2014 ha convinto circa il 40% dei clienti italiani del marchio, con un picco del 46% di BMW 4x4 nel 2011 e un 39% registrato lo scorso anno. Percentuali destinate a crescere, dal momento che l'offerta si sta allargando sempre di più e di cui abbiamo guidato l'ultimo esemplare.


220d Active Tourer xDrive, altro che famiglia, qui si corre


I puristi del marchio non la digeriranno mai. Anche la xDrive, le cui ruote posteriori sono “vive”, è troppo, per chi da BMW si aspetta solo piacere di guida e prestazioni. Eppure, la Serie 2 Active Tourer ha molto da dire in entrambe le “materie”. Il divertimento, per esempio, è garantito da uno sterzo rapido e preciso e da un assetto rigido al punto giusto. Sarebbe fuori luogo aspettarsi un comportamento sovrasterzante - detto che comunque anche le BMW tradizionali come la Serie 3 hanno perso parecchio della loro vivacità al retrotreno – ma nel misto qualche soddisfazione ce la si toglie. Quanto alle prestazioni, il 2.0 turbodiesel da 190 CV ha tutto quello che serve per garantire una brillantezza di risposta esemplare - da BMW - a qualsiasi regime. Come anticipato, la prova si è svolta sulle Alpi svizzere, nel mezzo di una nevicata e con strade abbondantemente imbiancate. Una situazione difficile, che mi ha permesso di apprezzare la grande motricità della tedesca, che non solo riesce a scaricare bene coppia e potenza, ma regala anche qualche sorriso. Come? Si spegne l'ESP e si accelera a ruote girate: la Serie 2 Active Tourer si mette di traverso, ma continua a macinare metri su metri, a testimonianza dell'efficacia della trasmissione xDrive. Ok, ben difficilmente moglie e figli gradiscono una guida di questo tipo, ma questa è un'altra questione; quello che conta, per la 220d xDrive Active Tourer, è aver smentito i suoi detrattori.


Differenze visibili? Solo la targhetta xDrive


Esternamente e nell'abitacolo, la xDrive 220d è identica alla variante a due ruote motrici, mentre i prezzi sono superiori di 4.250 euro, a parità di allestimento. Si parte dunque dai 37.250 della versione Advantage, per arrivare ai 42.100 della Luxury. La Serie 2 Active Tourer xDrive esiste anche con motore a benzina, il 2.0 turbo da 231 CV della 235i: interessante, ma troppo potente, e soprattutto impegnativo a livello di costi di gestione, per il mercato italiano.

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