La Leon debutta in Germania con motori “verdi” e con carrozzeria SW

La prima novità si vede a occhio nudo: alla Leon è cresciuta la coda. Ed è la prima volta che accade nella storia del modello, che ora conta tre varianti di carrozzeria: SC (tre porte), 5 porte e ST (station wagon appunto). Nonostante il Marchio Seat non sia più “Auto Emociòn”, bensì “Enjoyneering”, la familiare iberica colpisce per il profilo discendente del tetto che le dà un aspetto molto slanciato. Lunga 4,54 m, dietro al portellone la ST offre 587 litri di bagagliaio, che diventano 1.470 abbattendo gli schienali dei sedili posteriori. Il lancio della ST ha rappresentato l'occasione per arricchire la vettura di dispositivi quali il regolatore automatico di distanza di sicurezza (ACC), le sospensioni regolabili di ultima generazione (DCC) e lo sterzo progressivo.

Sempre a proposito di Leon, due interessanti novità per le tasche degli automobilisti sono racchiuse sotto il cofano e si identificano con le etichette Ecomotive e TGI. La prima contraddistingue la 1.6 TDI da 110 CV e dà un taglio ai consumi grazie a: start/stop, recupero dell’energia, rapporti del cambio rivisti nell'ottica dell'economia di esercizio, aerodinamica ottimizzata e pneumatici a bassa resistenza. Il consumo medio si attesta così a 3,2 l/100 km, per 85 g/km di CO2. TGI identifica invece il bifuel secondo Seat: sotto il cofano, un 1.4 turbo da 110 CV 200 Nm di coppia, disponibile da 1.500. Risparmiosa non significa pigra: in 10,9 secondi vengono raggiunti i 100 km/h con partenza da fermo, mentre il tachimetro si arresta a 194 km/h. Quanto al consumo, la TGI si accontenta di 3,5 kg/100 km di metano, per emissioni di 94 g/km di CO2. La motorizzazione TGI è disponibile con tutte le varianti di carrozzeria.

Salone di Francoforte: le ambizioni di Seat passano attraverso la Leon

Foto di: Adriano Tosi