Da Hiroshima (Giappone) al Salone dell'Auto via strada, un viaggio di circa 15.000 km

Dura la vita della Mazda3. Mentre tutte le altre auto grandi e piccole, a benzina e diesel, elettriche e ibride venivano comodamente trasferite dalle bisarche alle passerelle, la giapponese se l'è dovuta vedere con un viaggio di ben 15.000 km, prima di godersi le luci dei riflettori. Un convoglio di otto Mazda3 è stato trasportato via nave dal Giappone a Vladivostock e, dall'estremo Oriente russo ha raggiunto la città tedesca. Obiettivo: dimostrare l'affidabilità di un prodotto appena nato, oltre alla sua capacità di adattamento a tutti i tipi di utilizzo, su strade talvolta poco curate, dove pietre e “crateri” erano all'ordine del giorno. Ve ne abbiamo parlato spesso in quanto anche noi di OmniAuto.it abbiamo partecipato ad una parte del tragitto.

Un lancio ad effetto per una vettura che ha tutte le carte in regola per giocarsela alla pari con le migliori del segmento. A partire dal design, affilato come poche altre e di carattere. Merito delle proporzioni che enfatizzano la “presenza” su strada, dei passaruota muscolosi e del cofano motore scolpito. Non è da meno l'interno, che avvolge il guidatore e gli mette tutti i comandi a portata di mano, oltre ad accogliere senza problemi quattro adulti di oltre 180 cm di statura. Il più grosso limite della compatta giapponese, al momento, è dunque l'offerta limitata di motori. Il diesel, in particolare, per quanto morigerato nei consumi, potrebbe spaventare i potenziali clienti per via dei 2,2 litri di cilindrata. Urge un 1.6.

Salone di Francoforte: Mazda3 la maratoneta

Foto di: Adriano Tosi