Si esprime al meglio fra le curve, sinuose come le sue forme, ma il coraggio del posto guida fa a pugni con l'ergonomia

L’utilitaria di casa Peugeot torna ad un numero pari nella denominazione, 28, riallacciandosi così al passato e puntando ad emulare il successo della 26. All’enfant terrible la nuova piccola del Leone si avvicina anche per design e dimensioni, che diminuiscono assieme al peso rispetto alla Peugeot 27. Dopo aver conosciuto in un primo test la motorizzazione più attenta ai consumi - la .4 .4 e-HDI con cambio robotizzato - dedichiamo ora una prova alla 28 .6 e-HDi 5 CV Allure, ovvero la turbodiesel più potente e in allestimento più rifinito presente a listino (esclusa la serie speciale Ice Velvet). Fra le concorrenti individuate attraverso il nostro Trovauto, le più accreditate sono la Ford Fiesta, la Kia Rio, l’Opel Corsa, la Toyota Yaris, la Volkswagen Polo, senza dimenticare l’italiana Fiat Punto ed escludendo per la mancanza della carrozzeria a 3 porte la Citroen C3 e la nuova Renault Clio, rivali compatriote della 28.

LA LUCE AL TECNIGRAFO

Un cambiamento ricercato, nel vero senso del termine, è quello che Peugeot ha condotto per dare un’erede più compatta alla 27, comunicandolo anzitutto con il design esterno. Iniziamo dal lato B della carrozzeria - a nostro giudizio il più riuscito dal punto di vista estetico - dove riemergono le rotondità che contraddistinguevano la Peugeot 26, evocata nel taglio di coda e nellla forma delle luci posteriori. Il frontale è invece elaborato da linee e cromature che mettono al centro il trapezio rovesciato della mascherina (ereditato dalla 58), enfatizzando il labbro inferiore del paraurti e le protuberanze che caratterizzano il cofano motore e la forma dei proiettori anteriori. Particolare, poi, è la linea di demarcazione fra parabrezza e tetto, che si protende in avanti in corrispondenza della mezzeria della vettura. La fiancata, infine, è dominata da un’insenatura longitudinale che movimenta le superfici metalliche, creando complessi riflessi di luce.

POSTO GUIDA RIPOSIZIONATO

Femminile fuori, ma con una plancia maschile dentro. Si può riassumere così l’abitacolo della Peugeot 28, che pur strizzando l’occhio alle donne nell’aspetto esteriore rivolge l’attenzione all’altra metà del cielo soprattutto nelle forme della consolle centrale e nella scelta cromatica dei rivestimenti. Il posto guida, grazie al volante ellittico e molto piccolo che libera la visuale verso gli stumenti "alti" sulla plancia, evoca negli automobilsti più sportivi una condotta di guida molto dinamica, ma ha delle ripercussioni pratiche legate all’ergonomia. La maggior parte dei tester che hanno svolto la nostra prova su strada ha infatti avuto difficoltà nel posizionare reciprocamente sedile e piantone di sterzo, senza nascondere alla vista il quadro degli indicatori. Buona, d’altro canto, la raggiungibilità della leva del cambio, che oppone però qualche resistenza di troppo negli innesti, presentando corse lunghe e un pomello in finitura metallica poco pratico da utilizzare (si arroventa sotto il sole d’estate ed è freddo d’inverno). Sempre in alto, sulla plancia, si apprezza l’elegante sistema d’infotainment, con il grande schermo tattile che fuoriesce dalla plancia nella parte superiore e pensato per essere azionato tramite due tasti e un pulsante a rotazione: la consultazione dei vari menu si svolge sfogliando i contenuti con una grafica prospettica. Profondo e molto capiente è il vano portaoggetti davanti al passeggero, un’eredità maturata dalla 26, per cui il costruttore dichiarava di poter contenere anche una scatola di scarpe. Dalla 27, infine, derivano l’abitabilità e il bagagliaio (di volumetria 3/.52 litri), con cui la 28 condivide il passo, che misura 2,54 metri.

TURBODIESEL QUANTISTICO

Dal punto di vista dinamico la 28 si appella alla tradizione del marchio Peugeot, forte di una sportività di comportamento legata proprio al segmento delle utilitarie. La nuova nata non si discosta da tale impostazione, grazie a un assetto “ben sostenuto” e ad una risposta dei comandi solida, come approfondiremo. Il motore .6 turbodiesel da 5 CV ha poi un’erogazione che non rinuncia al carattere, visto che i 285 Nm di coppia massima a .75 giri/min arrivano tutti insieme, per una risposta che piacerà ai più sportivi. Di lì in poi (fin oltre quota 4. giri/min) il propulsore sposa l’indole passista del telaio, che si trova a suo agio sui tratti veloci, dove le sospensioni (abbinate a pneumatici 95/55 R 6) rigide non concede molto al comfort, privilegiando la stabilità alla maneggevolezza. Fuori città abbiamo poi registrato un consumo medio di 4,5 l/ km, saliti a 7,5 nella marcia urbana e stabilizzatisi su un valore globale di 6,8 l/ km, grazie anche al contributo di uno dei moduli start&stop migliori oggi disponibili, rapido e silenzioso nel riavivare il motore dopo le soste. La solidità di risposta di cui parlavamo si riferisce all’impianto frenante, dotato di una risposta piacevolmente aggressiva durante l’azionamento del pedale e allo sterzo, che trasmette un carico volante elevato, perfettibile in termini di feedback solo nella fase di riallineamento.

E' IL TOP DI GAMMA

Il listino della Peugeot 28 da noi provata, con il turbodiesel più potente e l'allestimento più completo, parte da 8.65 euro. A questa cifra vanno ad aggiungersi accessori come il navigatore con lettore CD e impianto multimediale (565 euro), l'Hi-Fi multimediale della JBL (55 euro), un pacchetto comprendente sensori di parcheggio, luci di svolta e fendinebbia (32 euro), o quello che include i retrovisori ripiegabili elettricamente (55 euro). Immancabile il sovrapprezzo richiesto per la vernice metallizzata (535 euro) e standard la garanzia di 2 anni a chilometraggio illimitato compresa nel prezzo.

[Fotografo: Giovanni Pagani]

Peugeot 208 Allure 1.6 e-HDi 115 CV