Dei 6 nuovi modelli annunciati ne nascerà solo uno e le sorti del marchio inglese potrebbero dipendere da Volkswagen

I destini della Lotus sembrano legati alla Ville Lumière, Parigi, dove a due anni dalla presentazione di piani sontuosi per l’ampliamento della gamma il Salone francese si ripropone (dal 29 settembre al 14 ottobre) nel ruolo di crocevia delle sorti del marchio inglese. La presenza di uno stand per la casa di Hethel all'appuntamento francese, in realtà, è ancora in forse, ma di certo l’acquisizione della Proton da parte del gruppo industriale malese DRB-Hicom e il siluramento dell’ad Dany Bahar cancellano la nascita dei 6 nuovi modelli stilizzati dall’italiano Donato Coco nel giro di 5 anni: la prossima Elise non sarà affiancata dalle Esprit, Elite, Elan, Eterne e dalla citycar Ethos.

UNA SOLA NUOVA AUTO, NESSUN NUOVO MOTORE

Altre fonti inglesi individuano nella Esprit e nella Elan le due candidate che si contenderanno il diritto di nascere come auto di serie. In ogni caso, alla DRB-Hicom sembrano intenzionati a dare continuità all’azienda con investimenti di oltre 150 milioni di euro quest’anno e 130 l’anno prossimo. La nuova Lotus, tuttavia, rinuncerà all'inedito motore V8 "fatto in casa", per il quale Dany Bahar aveva promesso una potenza di 570 CV e che viene accantonato per la necessità di ridurre i costi.

TROPPO BELLO PER ESSERE VERO

La crisi economica ha dunque rovinato il progetto faraonico sognato dall'ex manager della Ferrari? Non solo, perché fin da subito la strada suggerita da Bahar era stata giudicata a dir poco coraggiosa dal mondo dell'auto, che ora volge nuovamente lo sguardo verso la casa fondata da Colin Chapman. In particolare si torna a parlare di un'annessione all'interno del Gruppo Volkswagen, che dopo essersi assicurata la Ducati potrebbe acquisire quote azionarie della Lotus stessa, oppure della controllante Proton.

Si chiamerà Ethos la piccola Lotus

Foto di: Nicola Desiderio