Fra rimpianti, recriminazioni e delusioni sparisce anche l’ultimo salone dell’auto italiano. Fateci sapere cosa ne pensate

L’annullamento del Motor Show 2013, pur previsto da molti a causa dei tanti segnali negativi lanciati dal mercato auto e dalla kermesse bolognese negli ultimi anni, ha lasciato orfano un intero popolo di appassionati. E’ il popolo di coloro che si sobbarcano tante ore di treno per essere alla Fiera di Bologna nei giorni più freddi dell’inverno padano, di quelli che rientrano a casa felici a tarda notte con un carico di cianfrusaglie e cappellini pubblicitari, quelli insomma che sono disposti a mangiare un toast e bivaccare fra gli stand pur di vedere da vicino le evoluzioni delle auto da corsa, l’ultima supercar o la modella più ammiccante e spogliata.

GL EVENTS PRONTA AL RILANCIO

Certo è che le avvisaglie di una grossa crisi avevano colpito a più riprese il Motor Show di Bologna, dalle defezioni dei primi costruttori automobilistici fino al disinteresse di Fiat e alla cosiddetta “edizione straordinaria” del 2009 che già doveva lasciare intuire l’inizio del declino. Ma il gruppo francese GL Events che organizza il Motor Show, per voce del suo presidente Olivier Ginon non ci sta a dare per spacciato l’evento motoristico più importante d’Italia, parlando con il Corriere della Sera di un “mercato che non vuole il salone”. Ancora viva e vegeta è infatti l’idea di rilanciare il Motor Show nel 2014 e 2015, con Ginon che dice: “Vogliamo mantenere una manifestazione in Italia, non importa se a Bologna o a Milano”.

IPOTESI MILANO

Proprio l’ipotesi di un trasferimento del Motor Show alla Fiera di Milano già per il 2014 lascia aperti alcuni dubbi. Il primo e più “pesante” riguarda il contratto esistente fra GL Events e BolognaFiere che impegna il gruppo francese fino al 2021 e che a detta del presidente Duccio Campagnoli scavalca gli accordi con una “decisione unilaterale”. Con un tempismo curioso sono circolate in questi giorni anche le voci di un possibile interessamento al Motor Show dello storico fondatore Alfredo Cazzola, magari per un trasferimento a Milano del salone; nonostante i “no comment” dell’imprenditore bolognese, sono infatti sempre più insistenti le segnalazioni di recenti incontri fra Cazzola, Fiere di Milano e l’Unrae, riportate anche dal Corriere di Bologna.

LE VOCI DEGLI APPASSIONATI

In questa ridda di voci e congetture che sembrano dare una speranza per i prossimi anni al Motor Show di Bologna, si levano però le voci dei protagonisti storici dell’evento, quei visitatori che dopo 37 anni vedono interrompere una tradizione motoristica che ha coinvolto quasi tre generazioni di appassionati. Sulla pagina Facebook del Motor Show possiamo trovare pareri discordanti, da quelli che accusano la gestione GL, denunciano prezzi d’ingresso troppo alti, a quelli che attribuiscono la fine del salone (per quanto sui generis) all’assenza del Memorial Bettega o alla sparizione degli stand motociclistici. Molti commenti esprimono un sincero rammarico per la scomparsa di un evento diventato ormai parte del calendario, come una festività, mentre altri prendono il caso del Motor Show come esempio di una politica italiana fallimentare, anche nel settore auto.

E SECONDO VOI?

A questo punto non ci resta che chiedere a voi cosa ne pensate di questa cancellazione del Motor Show di Bologna. Diteci la vostra opinione e fate sentire la vostra voce.

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