Una Volvo S80 sperimentale utilizza supercondensatori inglobati nella fibra di carbonio al posto di cofani e portiere

Batterie sottilissime e “laminate” fino a prendere la forma dei pannelli carrozzeria dell’automobile. Sembra una visione fantascientifica descritta da un inventivo romanziere, invece una Volvo S80 sperimentale dimostra che è una cosa già realizzabile. La nuova tecnologia che potrebbe rivoluzionare il mercato delle auto ibride ed elettriche e mandare in pensione i grandi accumulatori come li conosciamo oggi prevede l’utilizzo di batterie integrate nella struttura dell’automobile realizzati con leggeri e sottili fogli di fibra di carbonio. Il sistema si basa sulle nanotecnologie e vede Volvo come unico partner automobilistico all’interno di un progetto finanziato dalla Ue e coordinato a livello accademico dall’Imperial College London.

UN FUTURO ELETTRICO MENO PESANTE DEL 15%

La cosa più stupefacente di questo sistema, denominato Volvo Battery StorAGE e sviluppato in 3 anni e mezzo di lavoro, è il modo in cui dei sottili supercondensatori prendono il posto delle comuni batterie e vengono inglobati all’interno di pannelli in fibra di carbonio sagomati alla bisogna. Questi speciali pannelli carrozzeria sostituisco sulla Volvo S80 sperimentale i pannelli porta, il tetto, il cofano motore e il cofano bagagli di coda, risparmiando spazio utile e soprattutto peso, anche più del 15%. Come gli altri accumulatori anche questi sottili elementi di carrozzeria in carbonio possono essere ricaricati attraverso la rete elettrica o sfruttando la rigenerazione dell’energia in frenata. Allo stesso modo queste si scaricano quando entra in funzione il motore elettrico di bordo.

CARICA E SCARICA RAPIDA

Rispetto alle normali batterie auto le StorAGE hanno un peso ridotto del 50% e consentono cicli di carica e scarica più veloci. Il solo coperchio bagagli posteriore può sostituire la batteria normalmente in dotazione alla S80 per l’impianto a 12 volt. Secondo i calcoli fatti dai responsabili del progetto un simile sistema di “batterie a pannelli strutturali” potrebbe portare ad una riduzione complessiva del peso del veicolo del 15% e oltre, con evidenti vantaggi sia a livello di costi che di impatto ambientale delle vetture. Per la cronaca gli altri partner del progetto sono gli svedesi di ETC e Chalmers, i tedeschi del Bundesanstalt für Materialforschung und-prüfung BAM, l’inglese Cytec Industries, la greca Inasco e la belga Nanocyl.

La carrozzeria dell’auto diventa una batteria

Foto di: Fabio Gemelli