Dopo due anni di attesa ha preso forma la fuoriserie pronta per la produzione limitata

Che sotto sotto ci sia una Ferrari lo si intuisce al primo sguardo. Quel posteriore largo, le lamiere che fasciano la meccanica e le griglie che danno sfogo ai bollenti spiriti dei tanti, tantissimi cavalli, sono segnali inequivocabili. La Sergio debuttò proprio qui a Ginevra due anni fa sotto forma di concept e il suo nome è un chiaro omaggio al figlio del fondatore dell' azienda, il "condottiero" che l'ha traghettata da carrozzeria poco più che artigianale in marchio noto nel mondo. L'apprezzamento del pubblico per la Sergio è forte e in azienda intuiscono che qualcuno potrebbe anche comprarla, magari al posto o insieme alla Ferrari 458 Spider


Del resto, questo è anche l'unico modo per avere una meccanica Ferrari e un design Pininfarina, dal momento che a Maranello hanno deciso di disegnarle internamente, le proprie auto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Muso tagliente, un arco che funge da rollbar e abbraccia idealmente tutta la parte centrale della vettura e un posteriore di cui vi abbiamo già ampiamente parlato: la parte secondo noi più riuscita. A spingere la macchina c'è il noto V8 del Cavallinoo Rampante, montato al aposteriore in posizione centrale, che sprigiona 605 CV e la fa scattre da 0-100 Kkm/h in 3,0 secondi. Ma saranno in pochi, anzi pochissimi, a godersi le prestazioni di questa vettura: la produzione è limitata a 6 esemplari, che saranno tutti realizzati presso l'area Tailor Made della Casa di Maranello. 

Fotogallery: Pininfarina Ferrari Sergio, finalmente vista dal vivo