Gli elaboratori sono tantissimi. Ecco una carrellata dei migliori

Al Salone di Ginevra si intravedono tanti di quei fisici sospetti che, se fosse una rassegna sportiva, verrebbe il dubbio di trovarsi a un numero spaventoso di atleti dopati. Come avrete già capito, stiamo parlando dei "muscoli meccanici" delle auto esposte dalla nutrita truppa di tuner che affollano quest'edizione della kermesse svizzera. C'è l'imbarazzo della scelta, non solo in termini di preparatori, ma anche di modelli elaborati. E' difficile raccontarli tutti, l'elenco è lunghissimo... per questo abbiamo preparato una carrellata dei più significativi. Eccoli di seguito!


AC Schintzer, X6 esagerata


I tedeschi, specializzati con le BMW, si sono concentrati sulla gamma della X6, regalando cavalli in abbondanza un po’ a tutte le versioni. Si parte dai 309 CV toccati ora dalla 30d, per passare dai 360 CV sprigionati dalla 40d per finire con i 525 CV della 50i. Cosa sia stato fatto sotto il cofano non è stato dichiarato, ma di sicuro lo si sentirà grazie al rombo assicurato dal nuovo impianto di scarico e dai terminali delle marmitte cromate. Ma è tutto l’aspetto delle macchine ad essere molto più aggressivo. Intanto l’assetto è stato ribassato, di 30 mm all’anteriore e 20 mm al posteriore. In più, per migliorare l’aerodinamica, è disponibile un pacchetto di modifiche che prevedo un splitter, in fibra di carbonio e un enorme diffusore integrato nel paraurti posteriore; modifiche che assicurano una tenuta di strada migliore, per assicurare una tenuta di strada migliore, necessaria per gestire meglio l’aderenza con tutti questi cavalli in più. Nell’abitacolo si respira sportività: i dettagli sono in alluminio e fibra di carbono.


Brabus, i CV non bastano mai


L'importante è non chiedersi il perché, il motivo di tanta prepotenza meccanica e tracotanza di numeri. Non ci sono ragioni economiche, ecologiche o razionali che tengano. Forse nemmeno prestazionali. Gli sceicchi del petrolio, del resto, certe domande non se le fanno; si godono - ammesso che le accendano almeno una volta nella vita e non le lascino in garage ferme a fare compagna ad altre supercar - gli 850 CV e i 1.450 di coppia (autolimitati a 1.150 Nm per non sbriciolare la trasmissione) del V8 biturbo portato da 5.5 a 6 litri e il carbonio a profusione della Classe S Coupé. Accanto a lei, la già nota CLA con “soli” 400 CV, spremuti da un “piccolo” 2 litri a quattro cilindri, ovviamente sovralimentato.


Carlsson, tuning estremo


Tuning? Troppo poco. Carlsson va oltre. In pratica riprogetta buona parte dell'auto su cui mette mano, al punto che riconoscere la Mercedes SL nella C25 Super GT Final Edition non è così semplice. Innanzitutto è stato fatto un largo uso di carbonio per la scocca, che permette di risparmiare la bellezza di 160 kg di peso rispetto alla vettura di serie, poi sono stati completamente ridisegnati i fari e i paraurti. Quanto al motore, ci sono due possibilità: un'elaborazione leggera del V8 che lo porta da 435 a 450 CV e, per chi non si accontenta, c'è la possibilità di mettersi in lista per il trapianto di un pauroso V12 biturbo da 753 CV. Tempi d'attesa: circa un anno. Ma ne vale la pena, se sentite l'esigenza di toccare i 352 km/h di velocità massima e di raggiungere i 100 km/h da fermo in 3,7 secondi.


Mansory, un altro Toro...


C'è chi non ne ha mai abbastanza. Nemmeno di una Lamborghini Huracan. In soccorso di questi incontentabili arriva Mansory, che ha messo le mani – pesantemente – sulla supercar del Toro, portandone il V10 da 610 a 850 CV. Un valore mostruoso, reso possibile dall'adozione della sovralimentazione tramite doppia turbina, in seguito alla quale si sono resi necessarie anche la riprogettazione dell'impianto di iniezione, di lubrificazione e di scarico. Altra conseguenza ineluttabile di un aumento così significativo della potenza è stata la rivisitazione dell'assetto, ancora più rigido, e dell'aerodinamica, arricchita di profili in carbonio ovunque.


Startech, passo lungo


La Range Rover a passo lungo è la regina dello stand Startech al Salone di Ginevra. Il suo aspetto è mastodontico grazie al paraurti anteriore rivisto con ampie prese d'aria ed un tocco di modernità dato dalle luci diurne a LED. Lateralmente spiccano i passaruota maggiorati e le minigonne, che la piantano a terra dove'è ancorata con cerchi in lega da 23 pollici. Dietro c'è un diffusore unico, realizzato appositamente da Startech per metterne in evidenza anche l'impianto di scarico sportivo.


TechArt, estetica brutale


La Porsche 911 Carrera GTS perde ogni eleganza con l'elaborazione di TechArt e diventa "brutale". Il kit estetico propone un paraurti anteriore diverso che vuole abbassare la vettura per piantarla bene a terra. Lateralmente ci sono grosse prese d'aria e al posteriore sono proposti due nuovi sistemi di scarico. Interessanti i componenti Formula IV Race da 20″ con dado centrale che l'elaboratore offre in qualsiasi colore.

Salone di Ginevra, a tutto tuning!