La nuova BMW X5 xDrive 30d su strada è pronta e se la cava bene anche sulla terra

"Squadra che vince, non si cambia", avranno pensato gli uomini della BMW quando hanno deciso di rinnovare la X5, che giunta alla terza generazione non ha perso le caratteristiche stilistiche della precedente versione. Il design esterno è cambiato nel frontale e nel posteriore, lasciando quasi invariata la vista laterale. Dentro invece la X5 è tutta nuova e devo dire che il display da 10,2 pollici, ora non più integrato nella console, è l’elemento di spicco che dà un certo dinamismo agli interni. La versione che ho provato è la xDrive 30d: il sei cilindri in linea 3 litri diesel da 258 cavalli è al momento il motore più piccolo, ma la fa da padrone nel mercato europeo, oltre che in quello italiano. È pronto in tutte le situazioni, non fa rimpiangere la versione più potente e a dicembre sarà affiancato dal quattro cilindri di 2 litri. Una novità assoluta per la casa dell’Elica, che con la xDrive ed sDrive 25d (che non avrà la trazione integrale) per la prima volta adotterà un motore a quattro cilindri e la sola trazione posteriore sulla X5.

CONTINUITÀ CON IL PASSATO PER GLI ESTERNI

Le modifiche apportate al design esterno sono state incentrate nella zona anteriore ed in quella posteriore, senza stravolgere la linea laterale della BMW X5. Il primo particolare che mi è saltato all’occhio è stata la calandra, che con la classica forma a ‘doppio rene’ ora si unisce ai fari, così da interpretare al meglio il family feeling nato con la nuova Serie 3. Nella parte posteriore la X5 non si è trasformata, pur se mi ha trasmesso a prima vista una più marcata sensazione di robustezza. Questo grazie ai passaruota più bombati e soprattutto al taglio dei gruppi ottici – impreziositi dalla tecnologia LED – che riprende le linee orizzontali del cofano posteriore.

ALL’INTERNO È TUTTA UN’ALTRA STORIA

Lo stesso discorso non posso farlo per gli interni, rinnovati nella maggior parte dei componenti. Il nuovo monitor da 10,2 pollici, accoppiato al sistema iDrive, è montato ad isola, ma non mi ha dato la percezione di essere poco integrato con le tre restanti zone della plancia, separate da una parte superiore rivestita in pelle, quella centrale cromata e la parte più bassa in radica. Particolari che conferiscono alla nuova BMW X5 un aspetto lussuoso e decisamente poco fuoristradistico. La manopola centrale è cresciuta ed è diventata touch: il Touch Controller permette di inserire a mano libera i caratteri per definire la destinazione di navigazione, trasformando il dito in una… penna. Una funzione che mi è piaciuta molto ed ho più volte usato, con una semplicità di utilizzo che francamente non credevo possibile sin dal primo ‘tap’. Le dimensioni maggiori del controller circolare hanno però reso più difficile l’accesso ai pulsanti intorno al controller stesso, che in parte li nasconde. Questo succede anche al comando della disattivazione dello Start&Stop, coperto dal volante e raggiungibile solo sapendo che è lì. Di contro non ho avuto alcuna difficoltà a trovare subito la giusta posizione di guida molto rialzata (come sulla precedente versione) e a familiarizzare con tutte le funzioni dell’iDrive, con il quale è possibile accedere anche ai sistemi di assistenza alla guida.

IL 3.0 DIESEL È IL MOTORE GIUSTO

Non nascondo che il dubbio che il sei cilindri da 258 cavalli non fosse adeguato a trainare una vettura da 2780 kg mi è balzato in mente, ma la prova effettuata nella Maremma Toscana lo ha fugato in men che non si dica. Sia su strada che in leggero offroad (più di tanto non si può chiedere) la X5 30d si è mostrata pronta e reattiva, senza mai farmi desiderare qualche cavallo in più o una maggiore coppia. In autostrada è molto godibile e silenziosa: aiutato dai sistemi che avvisano quando si oltrepassa la linea di mezzeria e dal cruise control che mantiene la distanza dalla vettura che precede, e complici la qualità ed il lusso, mi sembrava di essere a bordo di una comoda berlina. Il sistema EfficientDynamics impostato in ECO PRO, la modalità che separa la catena cinematica e permette all’auto di procedere senza generare una coppia di trascinamento, accoppiato alla funzione Preview Assistant (che grazie al navigatore satellitare riconosce la strada e suggerisce al guidatore quando lasciare il gas), mi ha fatto raggiungere un consumo di 9,5 l/100 km nel ciclo combinato. La situazione consumi è cambiata quando ho utilizzato la configurazione SPORT, che indurisce molle ed ammortizzatori e rende la X5 più vivace anche nei passaggi di marcia del cambio a 8 rapporti della ZF: il display centrale in questa condizione si è fermato ad un valore di 12,5 l/100 km. Un plauso devo farlo alla gestione attiva delle sospensioni (offerta come optional) e alla stabilizzazione antirollio Dynamic Drive. Quando la Strada Statale Aurelia ha lasciato il posto ai saliscendi della Maremma Livornese, l’handling di questa BMW X5 mi ha fatto dimenticare di essere alla guida di una Sports Activity Vehicle e a quel punto anche il volante un po’ troppo morbido per i miei gusti non ha inciso sul divertimento e sul piacere di guida.

I PREZZI NON SONO AUMENTATI

Il listino della nuova X5, che arriverà sul mercato a metà novembre, non subirà sostanziali variazioni. La BMW X5 30d Business partirà da 65.035 euro, mentre ci vorranno 73.000 euro per portarsi a casa le più accessoriate versioni Experience e Luxury, differenti nella caratterizzazione di interni ed esterni: la prima è più orientata ad un pubblico sportivo e amante del fuoristrada, la Luxury è invece più adatta al cliente elegante. Interessante il prezzo della X5 sDrive 25 d, che con il quattro cilindri diesel da due litri (già Euro 6 come tutte le altre versioni della gamma) e la sola trazione posteriore sarà proposta da dicembre ad un prezzo di 55.405 euro.

Nuova BMW X5

Foto di: Fabio Gemelli