Lo stile "appuntito" del crossover giapponese convince al suo debutto europeo di Ginevra

Dalle parti di Hiroshima, città natale della Mazda, ne sono sicuri: il loro destino è quello di diventare un marchio premium. Quanto tempo ci vorrà importa relativamente, visto che i giapponesi sono noti per determinazione, costanza e caparbietà. Se ce la faranno oppure no, non sta a noi prevederlo. Quello che possiamo constatare, però, è che le Mazda anonime di circa un decennio fa sono lettera morta, fortunatamente. Lo stile si è evoluto e, al di là dei fantasiosissimi nomi che gli uomini di marketing si divertono a dare - in Mazda parlano di Kodo design - le vetture della Casa giapponese si cominciano a distinguere.


Emblematica la nuova CX-3 vista a Ginevra che si inserisce nel sempre più affollato ma comunque attraente segmento delle crossover di segmento B con linee a dir poco dinamiche. Particolarmente riuscita, a nostro parere, la fiancata: partendo dal muso, la mascherina sporgente si nota anche lateralmente e dà un che di appuntito che non guasta. Si continua con la linea di cintura alta e leggermente incurvata verso l'alto nella zona dei finestrini posteriori, in corrispondenza dei quali si trova il miglior pezzo di stile della vettura: il montante oscurato, insieme al tetto che finisce prima della linea immaginaria dei fanali posteriori, regala una dinamicità rara in questo segmento.

Mazda CX-3, tanta voglia di premium

Foto di: Adriano Tosi