Dal vivo ha forme morbide e rotonde, con tutta l'identità del brand bavarese

Fin dal primo momento in cui fa il suo debutto su strada, quattro anni fa a Berlino, l'attuale generazione di Serie 1 fa pensare, lascia qualche dubbio. Non ci sono “errori” stilistici – e questo lo dimostra anche il buon successo di vendite – ma qualcosa non torna. Quella che era la più personale e aggressiva delle compatte, premium o non premium, diventa più morbida. Più femminile, quasi. I fari anteriori smussati, i paraurti con prese d'aria quasi timide, il posteriore senza acuti... Ci si aspettava qualcosa di ben più connotato in chiave dinamica. 2015: la Serie 1 restyling, che banale restyling non è, si presenta al Salone di Ginevra molto più decisa.


Forse per via dell'allargamento della gamma alla Serie 2 Active e Gran Tourer, la compatta a due volumi torna a quello spirito che fu della prima generazione. Ecco dunque proiettori anteriori con giochi di luce più contrastanti, il classico doppio rene che si fa notare con maggiore decisione e grandi aperture nel paraurti che danno ossigeno e refrigerio ai motori (che nel frattempo sono stati tutti rivisti e ai quali si sono aggiunte unità a tre cilindri). È dietro, però, che la due volumi bavarese cambia di più: adesso, grazie ai fari a “L speculari” tipici di quasi tutte le vetture del marchio, è immediatamente riconoscibile come BMW. Al di là dei gusti personali, il nuovo look sembra studiato appositamente per riposizionare la vettura sul mercato: fatte contente le famiglie con le nuove MPV di cui sopra, la Serie 1 torna a fare la “giovane”.

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