Frontale più moderno, abitacolo meno spartano (infotainment migliorabile) e nuovo motore 1.2 a benzina: il SUV low cost è cambiato… in meglio

Sembrano proprio averci visto lungo, quelli della Dacia. Già, perché se da un lato i francesi di Renault hanno avuto per primi l’idea di usare un marchio come quello rumeno per creare una nuova gamma di automobili, le cosiddette low cost, basate su telai e meccaniche delle “vecchie” Renault, d’altro canto hanno anticipato di qualche anno il successo di cui da poco godono anche altre case automobilistiche, grazie ai Suv e Crossover urbani, sempre più diffusi nelle nostre città. Mettete insieme questi due ingredienti, aggiungete la crisi economica et voilà, capirete perché la Dacia Duster è da molto tempo uno dei Suv più venduti in Italia. Ora, a quasi 4 anni di distanza dalla nascita, una delle auto con i prezzi più bassi del listino si aggiorna: ecco com’è cambiata e come va la Dacia Duster restyling.

FARI A PIÙ OTTICHE E BAGAGLIAIO PIÙ GRANDE

Davanti la nuova Dacia Duster non adotta il frontale delle Dacia Lodgy e Dokker: secondo me è un peccato, perché credo sia molto bello. Capisco però che con un restyling gli stampi di carrozzeria non di solito non vengano cambiati, per questioni di costo e devo anche dire che l’aspetto dei nuovi fari a doppia ottica rende più aggressivo e moderno il look. Le altre modifiche esterne sono più di dettaglio, come la finitura cromata della calandra, le nuove barre sul tetto e luci posteriori leggermente diverse. Più di sostanza, invece, i cambiamenti che riguardano il bagagliaio: su certe versioni la capacità sale a 475 litri, un valore notevole per la categoria. In più, c’è una cappelliera rigida, più pratica del precedente tendalino.

MEGLIO NELL’ABITACOLO, CON LO STESSO SPAZIO

Nell’abitacolo della Dacia Duster restyling la nuova sistemazione dei comandi dei vetri elettrici, sulle portiere, è più comoda rispetto a prima (i tasti erano davanti alla leva del cambio, sulla console centrale). Si può anche avere il navigatore con infontaiment e schermo touchscreen, che per non rifare tutta la plancia è stato però messo troppo in basso e quindi non è ben visibile durante la marcia. Un bel passo avanti invece è stato fatto in termini di silenziosità, grazie agli interventi fatti per isolare meglio l'interno dal rumore del motore, del contatto fra pneumatici e strada e dei fruscii aerodinamici. Non è cambiato, infine, lo spazio per le persone: sia davanti che dietro, sulla Duster si viaggia comodi.

IL 1.2 A BENZINA “CE LA FA”, MEGLIO IL DIESEL PERÒ

Il primo motore che ho scelto di guidare è il 1.2 Tce, un nuovo turbo a benzina per la gamma Duster. Si tratta di un 4 cilindri a iniezione diretta da 125 CV e 205 Nm a 2.000 giri/min, che riesce a spostare abbastanza bene gli oltre 1.300 kg di peso, anche se bisogna usare spesso il cambio manuale a 6 marce, ben manovrabile. Il turbo, comunque, soffia praticamente di continuo e infatti il suo sibilo è il principale rumore che si sente durante la marcia. Un po’ ne risentono i consumi, anche se la Dacia Duster 1.2 è disponibile solo a trazione anteriore. Il computer di bordo (che ora ha anche l’indicatore di temperatura esterna) dopo circa 50 km di autostrade e statali segna una media di circa 10 km/l. Ma sulla pista offroad allestita da Dacia per l’occasione, ad attendermi c’è la Duster 4x4 con il 1.5 dCi turbodiesel da 110 CV. Tra l’altro nel mio allestimento preferito per questa macchina, il “Duster”, ovvero quello base, con paraurti, specchietti e maniglie in plastica nera e bellissimi (secondo me) cerchi in lega in acciaio. Peccato che in Italia questo allestimento sia solo disponibile con il motore 1.6 a benzina a due ruote motrici da 105 CV (chiamata però “110 CV”). Nelle spettacolari immagini del video potete rendervi conto delle capacità fuoristradistiche della Dacia a trazione integrale e, prossimamente, pubblicheremo un altro video, girato sempre in questo circuito di prova, dedicato agli amanti della guida nel fango.

PREZZI A PARTIRE DA 11.900 EURO

La Dacia Duster restyling resta un’auto low cost, almeno considerando il listino di partenza di 11.900 euro della versione d’accesso. Per la 1.2 Tce che ho guidato, invece, si parte da quasi 15.000 euro e per una Duster diesel ci vogliono circa 14.000 euro. Chi vuole la trazione integrale deve mettere in conto almeno 14.500 euro per la motorizzazione 1.6 benzina e quasi 17.000 euro per il 1.5 turbodiesel. Per tutti i dettagli sugli equipaggiamenti di serie e optional della Dacia Duster restyling, potete visitare il nostro listino prezzi.

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