La Losanga preserva le risorse e taglia le emissioni non solo con l'elettrico, ma con il "Sixth Sense"

Renault continua nella sua lotta alle emissioni inquinanti e di gas serra con un approccio definito "Sixth Sense". Così si definisce la sensibilità della Losanga verso l'ambiente a 36 gradi, cominciando dai processi di fabbricazione, passando per il prodotto e andando a finire al recupero dei materiali alla fine del ciclo di vita in visto di un loro riutilizzo. Un sesto senso che - secondo Renault - va oltre i comuni cinque sensi naturali e, che preservando l’ambiente, li potenzia rafforzando il legame tra l’uomo e ciò che lo circonda.

CAMPIONESSA D'EUROPA IN BASSE EMISSIONI

Dunque non solo elettrico per Renault che, con i suoi quattro modelli in gamma (Fluence, Kangoo, Twizy e Zoe), ha venduto 35mila esemplari a emissioni zero dando un contributo decisivo all’abbattimento del monte di anidride carbonica portandolo nel primo semestre cumulato del 23, secondo la AAA Data, a migliori livelli in Europa con un valore medio di 5,9 g/km di CO2 ovvero già al di sotto del limite di 2 g/km stabilito dalla Commissione Europea per il 25 in vista dei 95 g/km previsti per il 22 e con un progresso netto rispetto ai 37 g/km del 2. A questo risultato hanno concorso anche il GPL ed il progresso nelle motorizzazioni tradizionali, in particolare attraverso lo stop&start, il recupero dell’energia, la riduzione degli attriti interni, cambi efficienti come l’EDC a doppia frizione e il downsizing con la riduzione delle cilindrate e l’adozione del turbocompressore, campo nel quale Renault è stata antesignana già nel 977 in Formula dove anche quest’anno ha dominato con il suo V8. Esempi sono il 3 cilindri 9 da 9 cv e il 4 cilindri .2 a iniezione diretta da 3 cv, ma il campione di efficienza della gamma rimane il diesel ,5 litri, costruito in oltre milioni di esemplari e che, nella versione da 9 cv sulla Clio Ecobusiness dichiara 83 g/km di CO2 e in quella da cv sulla Megane si ferma a 9 g/km. Livelli da ibrido, tecnologia che la Renault non ritiene utile, per ora. In tutto sono ben cinque i modelli Renault e Dacia (Twingo, Captur, Mégane, Clio e Sandero) che hanno in gamma versioni con emissioni inferiori ai g/km. Sono possibili tuttavia ulteriori affinamenti e il prossimo sarà la sovralimentazione biturbo sequenziale applicata sul diesel .6 da 3 cv, come mostrato sul concept Iniatiale Paris che anticipa la Espace di prossima generazione. La convinzione di Renault rimane tuttavia focalizzata sull’elettrico cercando di creare per esso un contesto favorevole, anche attraverso i nuovi utilizzi dell’automobile come il car sharing. Il servizio "Bee-Green Mobility" di Napoli, ad esempio, ha un parco costituito da 4 Twizy provviste tra l’altro di un dispositivo specifico per la gestione della flotta da parte dell’operatore applicabile anche alla Zoe.

LOTTA SENZA QUARTIERE A INQUINANTI E CO2

La lotta alla CO2 e agli inquinanti tuttavia inizia prima della vettura finita. Quasi tutti gli stabilimenti Renault hanno la certificazione ambientale ISO 4 e in 5 anni il consumo di energia necessaria alla fabbricazione della singola auto è sceso del 35% contribuendo così alla riduzione della cosiddetta impronta ambientale (carbon footprint) del % solo negli ultimi tre anni, con la prospettiva di mettere a segno un miglioramento almeno pari entro il 26. In tre lustri lo sversamento delle sostanze tossiche è stato abbattuto del 6%, del 7% i rifiuti, del 4% i composti organici volatili e del 65% il consumo di acqua. Fiori all’occhiello di questo sforzo tecnico sono il più grande sistema fotovoltaico del mondo - 4 ettari di pannelli complessivi in 6 siti industriali (Douai, Mauberge, Flins, Batily, Sandouville e Cléon), una produzione annua di 52.6 magawatt equivalente al consumo di una città di 5. e un taglio delle emissioni annue di CO2 di 2.2 tonnellate - e lo stabilimento di Tangeri dove il 98% delle emissioni di CO2 viene compensato da fonti rinnovabili e la produzione di rifiuti liquidi industriali è stata eliminata del tutto. Impianti fotovoltaici si trovano anche a Palencia e Valladolid e ne sono in programma altri in Slovenia, Marocco, Brasile, Colombia, Cile, Romania e Corea del Sud. E che cosa succede ai prodotti alla fine del loro ciclo di vita? Il 95% dei materiali è già riciclabile, anzi sulla Clio il 5% delle plastiche sono riciclate e l’obiettivo è di superare il 2% mentre anche per le batterie agli ioni di litio sono stati messi a punto processi che consentono il recupero pressoché completo dei componenti chimici che ne fanno parte.

Renault, campionessa di ecologia